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«Profughi, un rischio la crisi libica Servono accordi sulle partenze»

L’allarme del prefetto Laganà: alla Serena numeri in calo, ma preoccupano le tensioni in Nordafrica

TREVISO. I migranti ospiti dei grandi hub dell’accoglienza nella Marca, le ex caserme Serena a Treviso e Zanusso a Oderzo, continuano a diminuire. Ma lo scenario internazionale preoccupa il nuovo prefetto di Treviso, Maria Rosaria Laganà: la crisi libica potrebbe presto riversare sulle coste italiane, e quindi anche nei centri di accoglienza trevigiani, decine di migliaia di profughi in fuga dall’Africa settentrionale. In settimana era stato il prefetto di Venezia, Vittorio Zappalorto, ad au ...

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TREVISO. I migranti ospiti dei grandi hub dell’accoglienza nella Marca, le ex caserme Serena a Treviso e Zanusso a Oderzo, continuano a diminuire. Ma lo scenario internazionale preoccupa il nuovo prefetto di Treviso, Maria Rosaria Laganà: la crisi libica potrebbe presto riversare sulle coste italiane, e quindi anche nei centri di accoglienza trevigiani, decine di migliaia di profughi in fuga dall’Africa settentrionale. In settimana era stato il prefetto di Venezia, Vittorio Zappalorto, ad augurarsi, durante la visita nella Marca, «che dall’altra parte del Mediterraneo non succedano troppe cose negative».

All’indomani del vertice in Prefettura di giovedì con i colleghi delle altre province venete, il prefetto di Treviso ha fornito i dati ufficiali relativi alle presenze nei due grandi centri di accoglienza trevigiani. I numeri confermano le impressioni di un netto calo rispetto a qualche mese fa: 360 ospiti alla Serena, 268 alla Zanusso, in totale 628. Una cinquantina in meno rispetto a luglio, quando le cifre (non ufficiali) riportavano di 390 profughi alla Serena e 290 a Oderzo. Numeri distanti dagli anni dell’emergenza, quando la Serena aveva ampiamente superato la capienza massima arrivando a sfiorare quota 900.

Oggi la Serena è considerata un hub modello, e per questo è stata visitata giovedì sera dai prefetti veneti. Ma presto la situazione potrebbe cambiare. «Servirebbe la sfera di cristallo per capire cosa potrà accadere» spiega il prefetto Maria Rosaria Laganà, «è un momento di relativa quiete, al momento non abbiamo elementi né segnali per pensare che possa cambiare, ma siamo tutti preoccupati per i possibili nuovi arrivi e seguiamo con attenzione la crisi nordafricana. Eravamo molto più tranquilli quando c’era, in Libia, una situazione politica che garantiva una collaborazione sulle partenze, oggi ci auguriamo che continui per mantenere l’attuale turnover di arrivi e partenze a Treviso».

In mancanza di nuovi arrivi, invece, i numeri dell’accoglienza sono destinati a essere ritoccati ancora verso il basso. Il vertice di giovedì è servito a ribadire la volontà di svuotare i grandi hub, senza spostare gli ospiti da una provincia all’altra. «È stato fatto un punto della situazione, un incontro conoscitivo» continua Laganà, «Venezia e Padova hanno l’obiettivo di svuotare le caserme principali, che è lo stesso nostro, ma attendiamo ancora indicazioni dal Ministero». Alla Serena infatti la Nova Facility, società responsabile dell’accoglienza, continua a navigare a vista e a gestire il sito il proroga, perché il bando di gara per la gestione è ancora congelato, e per questo la Prefettura ha chiesto indicazioni al Ministero. Nova Facility si era aggiudicata anche il bando per il maxi hub di Cona, nel Veneziano, ma anche in questo caso il bando è sospeso. —