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Bottacin e la frana «Non paghino i privati»

VITTORIO VENETOPer Gianpaolo Bottacin, assessore regionale all’Ambiente, non sono i proprietari dei boschi del Fadalto a dover pagare l’Anas per la messa in sicurezza della frana. L’esponente della...

VITTORIO VENETO

Per Gianpaolo Bottacin, assessore regionale all’Ambiente, non sono i proprietari dei boschi del Fadalto a dover pagare l’Anas per la messa in sicurezza della frana. L’esponente della giunta Zaia lo precisa rispondendo a Gianni Vittorio Armani, amministratore delegato di Anas, che l’altro ieri ha assicurato l’avvio del cantiere il 17 settembre, precisando che dovranno essere i privati, a cominciare dalla società Autostrade, a dover pagare i lavori. Nient’affatto, secondo Bottac ...

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VITTORIO VENETO

Per Gianpaolo Bottacin, assessore regionale all’Ambiente, non sono i proprietari dei boschi del Fadalto a dover pagare l’Anas per la messa in sicurezza della frana. L’esponente della giunta Zaia lo precisa rispondendo a Gianni Vittorio Armani, amministratore delegato di Anas, che l’altro ieri ha assicurato l’avvio del cantiere il 17 settembre, precisando che dovranno essere i privati, a cominciare dalla società Autostrade, a dover pagare i lavori. Nient’affatto, secondo Bottacin: il contributo doveva essere chiesto da Anas al Dipartimento della Protezione Civile. «Esistono fior di sentenze della Cassazione che attribuiscono al proprietario della strada l'onere unico nel mantenimento della strada in sicurezza esplicitando anche che i proprietari delle ripe non hanno alcuna responsabilità, ciò in base all’applicazione del Codice della Strada, articoli 14 e 31» ricorda Bottacin. «I giudici della Cassazione hanno interpretato la legge in maniera ben diversa rispetto al famoso parere dell'Avvocatura di Stato» aggiunge Bottacin, con riferimento a quanto dichiarato dai dirigenti dell’Anas. «E tra un parere dell'Avvocatura di Stato e varie sentenze della Cassazione hanno maggior valore queste ultime» insiste Bottacin. Secondo l’assessore regionale, un altro motivo per non coinvolgere i privati è che «se fosse vero il principio che devono pagare questi ultimi, mi domando come mai in moltissimi casi l'ente proprietario della strada è intervenuto con soldi pubblici per mettere in sicurezza l’infrastruttura rispetto a eventuali frane provenienti da aree private (gallerie paramassi, tombotti, ecc)». Infine Bottacin ricorda che «per lo stesso evento meteo, a seguito di una frana che ha investito una strada regionale, Veneto Strade ha chiesto al Dipartimento Nazionale della Protezione Civile di avere il ristoro dei danni. A seguito di tale richiesta, considerando il fatto che la Regione Veneto aveva posto la necessità del riconoscimento dello stato di emergenza al Governo e che quest'ultimo lo ha riconosciuto insieme alle risorse economiche per farvi fronte, il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile ha erogato le risorse per eseguire l'intervento sulla strada regionale. Se anche Anas ha seguito la stessa procedura – conclude Bottacin - i soldi sarebbero dovuti arrivare dal Dipartimento Nazionale della Protezione Civile. Ecco perché ho scritto al prefetto per capire se Anas avesse chiesto i danni». —

F.D.M.