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Zaia a Ponte della Priula: "Con la decrescita felice i ponti continueranno a cadere"

Lo ha detto oggi il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, a margine di un sopralluogo al ponte sul Piave fra Nervesa della Battaglia e Susegana

NERVESA DELLA BATTAGLIA. "Il codice degli appalti va cambiato. Se ragioniamo con l'ottica secondo la quale ovunque ci sia una carriola con della malta c'è un ladro questo paese va alla paralisi".
 
Lo ha detto oggi il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, a margine di un sopralluogo al ponte sul Piave fra Nervesa della Battaglia e Susegana.
 
"Se invece ragioniamo sul fatto che le opere devono essere fatte nel rispetto delle regole ambientali e monumentali occorre che il codice aiuti un po ...

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NERVESA DELLA BATTAGLIA. "Il codice degli appalti va cambiato. Se ragioniamo con l'ottica secondo la quale ovunque ci sia una carriola con della malta c'è un ladro questo paese va alla paralisi".
 
Lo ha detto oggi il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, a margine di un sopralluogo al ponte sul Piave fra Nervesa della Battaglia e Susegana.
 
"Se invece ragioniamo sul fatto che le opere devono essere fatte nel rispetto delle regole ambientali e monumentali occorre che il codice aiuti un po' di più gli amministratori che vogliono fare, soprattutto se hanno i soldi".
 

Zaia a Ponte della Priula: "Non siano inasprite solo le pene per la corruzione"

   
Per Zaia "non è vero che la burocrazia si autogeneri ma è anche figlia di portatori di interessi con veti che si trasformano in leggi. C'è troppo odio sociale in questo paese, non puoi porti il problema che l'impresa che costruisce si arricchisce ma devi porti il problema che l'opera deve essere fatta. Con la decrescita felice - ha concluso - i ponti continueranno a cadere". 
 
Poi ha aggiunto: "Le pene per la corruzione devono essere inasprite e certe. Ma si inaspriscano anche le pene anche per altri reati, se no raggiungiamo l'assurdo che il corrotto, anche per poco, espia la sua pena ma lo stupratore o spacciatore sta poco in galera".
 
 
"Poi" - ha concluso - "Diamo anche la patente di onestà perch non può passare l'idea che 60 milioni di italiani siano delinquenti".