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Squillo e coca nel night, inflitti oltre 27 anni di condanne

Condanne pesanti per gestori e galoppini del night club “Luky”: il sesso con le ballerine poteva costare fino a 500 euro

Quando qualcuno chiedeva al banco una bottiglia di champagne, il gestore capiva che, in realtà, il cliente voleva consumare un rapporto sessuale con una ballerina. Che poteva costare fino a 500 euro. Il night club di Conegliano "Life 128", meglio conosciuto come "Luky", era una vera e propria macchina da soldi. Ogni giorno incassava dai 2000 ai 3000 euro. Il locale notturno di via Einaudi a Parè era in realtà, per gli investigatori, una casa di appuntamenti. Nel primo pomeriggio di ieri, i g ...

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Quando qualcuno chiedeva al banco una bottiglia di champagne, il gestore capiva che, in realtà, il cliente voleva consumare un rapporto sessuale con una ballerina. Che poteva costare fino a 500 euro. Il night club di Conegliano "Life 128", meglio conosciuto come "Luky", era una vera e propria macchina da soldi. Ogni giorno incassava dai 2000 ai 3000 euro. Il locale notturno di via Einaudi a Parè era in realtà, per gli investigatori, una casa di appuntamenti. Nel primo pomeriggio di ieri, i giudici del tribunale di Treviso (Francesco Sartorio presidente, a latere Leonardo Bianco e Cristian Vettoruzzo) hanno inflitto pesanti condanne nei confronti dei sei imputati rimasti a processo: oltre 27 anni complessivi a fronte di richieste della procura di poco superiore ai 30 anni.

Emanuele Gavasso, 42 anni di Mareno di Piave, gestore del locale, è stato condannato a 3 anni di reclusione e 3000 euro di multa, Carmelo Verduci, 38 anni, calabrese, considerato dagli inquirenti il boss, è stato condannato a 9 anni e 2 mesi di reclusione e 8000 euro di multa. Al fratello, Vincenzo Verduci, 33 anni, sono stati inflitti 7 anni e 6 mesi e 7500 euro di multa. Quattro anni e sei mesi e 3000 euro di multa a Fortunato Manganaro, 23 anni, anche lui calabrese e cugino dei fratelli Verduci, nonché cassiere del night (era stato invece assolto dall’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti), e 8 mesi e 1500 euro di multa a Ivano Faraon. Infine ad Andrea Trentin sono stati inflitti 2 anni e 8 mesi di reclusione e 2100 euro di multa, considerato dagli inquirenti il “galoppino” dei fratelli Verduci. Gli imputati erano difesi in aula dagli avvocati Crea, Visentin, Benedetto, Castegnaro e Ceschin.