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Ca’ Sugana archivia la Stazione Appaltante I sindaci: «Ci ripensi»

Un benservito che porterà con sé qualche strascico. Su più fronti. È il “niet” che Mario Conte ha dato ai colleghi di altri otto Comuni, quelli aderenti alla cosiddetta Sua, Stazione Unica Appaltante,...

Un benservito che porterà con sé qualche strascico. Su più fronti. È il “niet” che Mario Conte ha dato ai colleghi di altri otto Comuni, quelli aderenti alla cosiddetta Sua, Stazione Unica Appaltante, che vede Treviso capofila. O meglio: vedrà il capoluogo gestire la struttura che segue gli appalti dei Comuni fino al 31 dicembre, giorno della scadenza della convenzione. Che non verrà rinnovata. Un progetto fortemente voluto dalla giunta Manildo che - oltre a Treviso - vedeva uniti Casier, Mo ...

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Un benservito che porterà con sé qualche strascico. Su più fronti. È il “niet” che Mario Conte ha dato ai colleghi di altri otto Comuni, quelli aderenti alla cosiddetta Sua, Stazione Unica Appaltante, che vede Treviso capofila. O meglio: vedrà il capoluogo gestire la struttura che segue gli appalti dei Comuni fino al 31 dicembre, giorno della scadenza della convenzione. Che non verrà rinnovata. Un progetto fortemente voluto dalla giunta Manildo che - oltre a Treviso - vedeva uniti Casier, Monastier, San Biagio, Silea, Ponzano, Preganziol e Villorba (a parte quest’ultimo, tutti Comuni di centrosinistra) e un Comune del Veneziano, Fossalta. Perché Conte bloccherà tutto? Perché, dice, tra pochi mesi andrà in pensione Maurizio Tondato, il dirigente che fin’ora si è occupato del Sua; e in più ci sarà una riorganizzazione generale del personale. Due cose che non faciliterebbero il proseguo della convenzione, creata in alternativa alla Stazione Unica Appaltante della Provincia (alla quale i Comuni dovranno ora associarsi) perché rende più snelli - secondo i sindaci - i procedimenti degli appalti, e a più livelli. «Comprendo le difficoltà di Conte, ma confido che appena ci sarà la possibilità si torni a ri-solcare la strada intrapresa, che ha portato ad un’esperienza positiva. Chiudersi dentro le mura cittadine non ha senso» è il commento di Rossella Cendron, primo cittadino di Silea, «Conte è stato chiaro: non si tratta di una questione politica, ma di risorse umane. Ma è spontaneo pensare che proprio così non sia. L’appello che gli faccio è di guardare al territorio, specie alla prima cintura urbana. Sono necessari tavoli condivisi per ragionare in modo più ampio, come già fatto con Manildo. Un esempio? La viabilità: serve che Treviso faccia il capoluogo». E dice il sindaco di Preganziol Paolo Galeano: «La ritengo un’occasione persa. Certo erano da limare alcuni aspetti ma ritengo che Treviso debba rimanere il regista». «Peccato», aggiunge Paola Moro, sindaco di Monastier, «perché la Sua, trasversale sia dal punto di vista regionale che da quello politico, si era dimostrata uno stumento utile e poteva essere la premessa per altri servizi condivisi». —

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