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Prosecco Doc, crollano i prezzi dei terreni

Ribassi fino al dieci per cento nei vigneti di pianura: tutta colpa delle quotazioni in calo delle uve. Resiste la Docg



La miniera d’oro del Prosecco è un po’ più povera: dall’inizio della primavera a oggi i prezzi dei terreni agricoli nella Doc stanno scendendo con punte del 10 per cento. Tutta colpa del valore delle uve che, complice un’offerta aumentata a dismisura negli ultimi anni, è sensibilmente calato. Resistono, invece, le quotazioni dei vigneti di collina, dove - spiegano gli addetti ai lavori - non viene scalfito nemmeno il milione di euro per un ettaro di Cartizze, vertice della piramide qualitati ...

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La miniera d’oro del Prosecco è un po’ più povera: dall’inizio della primavera a oggi i prezzi dei terreni agricoli nella Doc stanno scendendo con punte del 10 per cento. Tutta colpa del valore delle uve che, complice un’offerta aumentata a dismisura negli ultimi anni, è sensibilmente calato. Resistono, invece, le quotazioni dei vigneti di collina, dove - spiegano gli addetti ai lavori - non viene scalfito nemmeno il milione di euro per un ettaro di Cartizze, vertice della piramide qualitativa. Prezzi “di listino”: le transazioni, nella realtà, vengono chiuse a cifre inferiori.



La tendenza in atto si riscontra, grosso modo, dalla scorsa primavera. E ha comportato un generale rallentamento delle compravendite. «I dati ufficiali arriveranno tra qualche mese» spiega Roberto Martinuzzo di Terra Casa, agenzia immobiliare di Ponte di Piave specializzata in terreni agricoli e consigliere provinciale della Fiaip (federazione degli agenti immobiliari), «ma noi addetti ai lavori da maggio abbiamo cominciato a riscontrare un leggero calo nei prezzi dei terreni, che arriva anche al 10 per cento in alcuni casi. Questo si verifica soprattutto nella Doc. La causa principale è il prezzo calo del prezzo dell’uva, che ovviamente si ripercuote sul valore del terreno. Qualche tempo fa la Doc era arrivata a 1,50 euro al chilo, oggi si attesta su 1,05-1,15 euro. Non si tratta solo della produzione abbondante di quest’anno, è una valutazione più generale sulla tendenza del prezzo discendente della Glera e del Pinot Grigio». Un fenomeno negativo? «Non necessariamente. un ribasso potrebbe stimolare il mercato agricolo, anche nel campo dei seminativi che, in passato, avevano visto crescere il loro valore indipendentemente dalla rendita effettiva, in funzione di una “potenziale” conversione a vigneto».



Il fenomeno non sembra riguardare per ora le zone di collina, dove per il Cartizze continuano a chiedere un milione di euro l’ettaro (cifra virtuale perché chi ce l’ha si guarda bene dal venderlo), mentre per un appezzamento nella Docg Conegliano-Valdobbiadene si va dai 50 ai 70 euro al metro quadrato, in base alla posizione del terreno. Listini assai più contenuti a sud di Conegliano: Ponte di Piave, zona comunque di pregio per quanto riguarda le uve, si aggira sui 240 mila euro, mentre si scende sotto i 200 mila euro l’ettaro in tutta la pianura veneta e friulana, all’interno della denominazione Prosecco Doc. Ed è proprio in pianura che è iniziata la stagione degli “sconti”.



Oggi però le transazioni sembrano esclusiva di grandi aziende vitivinicole che già possiedono altri appezzamenti e una cantina in cui vinificare. Gli scambi tra privati si contano sulle dita di una mano: «A volte arriva il papà che vuole comprare il terreno per uno dei figli per assicurargli una rendita futura» spiega ancora Martinuzzo, «oppure l’imprenditore che vuole diversificare e investire in un settore diverso da quello industriale. Ma nella maggior parte dei casi si tratta di grandi aziende agricole già esistenti». —