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Prete indagato per violenza sessuale, la lettera ai fedeli del  vescovo di Vittorio Veneto

Il vescovo: "Fin dal primo momento don Federico, che si è confrontato con me, si è dichiarato deciso nell’escludere la via del patteggiamento e anche quella del rito abbreviato. D’accordo con i suoi legali, affronterà il dibattimento processuale"

TREVISO. Prete indagato per violenza sessuale, ecco la lettera del vescovo di Vittorio Veneto Corrado Pizziolo: "Cari confratelli e fedeli tutti, in seguito ad alcune notizie apparse sulla stampa, desidero dare questa comunicazione che invito ad accogliere con fiducia. Un nostro confratello, don Federico de Bianchi, è stato accusato circa tre anni fa di molestie sessuali nei confronti di alcune persone maggiorenni ricoverate, negli anni 2009 e 2010, nel reparto di psichiatria dell’ospedale d ...

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TREVISO. Prete indagato per violenza sessuale, ecco la lettera del vescovo di Vittorio Veneto Corrado Pizziolo: "Cari confratelli e fedeli tutti, in seguito ad alcune notizie apparse sulla stampa, desidero dare questa comunicazione che invito ad accogliere con fiducia. Un nostro confratello, don Federico de Bianchi, è stato accusato circa tre anni fa di molestie sessuali nei confronti di alcune persone maggiorenni ricoverate, negli anni 2009 e 2010, nel reparto di psichiatria dell’ospedale dove egli ha prestato servizio come cappellano".
 
Un’indagine innescata dalla denuncia, sporta alle forze dell’ordine vittoriesi, di alcuni giovani pazienti (tutti maggiorenni) dei nosocomi di Vittorio Veneto e Conegliano che accusavano l’ex parroco di Santa Giustina di averli pesantemente molestati, dal punto di vista sessuale, palpeggiandoli nelle parti intime e baciandoli mentre erano distesi sui letti d’ospedale, in condizioni che impedivano loro di opporsi.
 
 
"Dopo un primo momento di incertezza" - continua la nota del vescovo, "derivante dalla labilità delle accuse, i responsabili dell’Ulss hanno messo la cosa nelle mani della magistratura, la quale ha deciso che la questione debba essere dibattuta in sede processuale". "Fin dal primo momento don Federico, che si è confrontato con me, si è dichiarato deciso nell’escludere la via del patteggiamento e anche quella del rito abbreviato. D’accordo con i suoi legali, affronterà il dibattimento processuale: il luogo adeguato dove far sentire la voce della difesa e poter dimostrare la propria innocenza.
 
Ho fiducia che tutto questo condurrà ad un chiarimento, che potrà portare ad un rasserenamento, anche delle persone coinvolte alle quali intendo esprimere in ogni caso tutta la mia vicinanza.
Invito a vivere questo momento con grande rispetto della giustizia e con quella solidarietà cristiana che si esprime nella preghiera".