Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

L’Ana rilancia la mini-naja «Il ministro ha equivocato»

Il presidente nazionale Sebastiano Favero chiede un incontro a Elisabetta Trenta L’arcivescovo Dal Cin: «Hanno ragione gli Alpini, ai giovani serve cambiare aria»

CISON

Sul ripristino della naja civile, «noi non molleremo mai; è l’impegno che mi assumo, come presidente nazionale dell’Ana, davanti alle migliaia di ‘penne mozze’ di questo Bosco». Così Sebastiano Favero, il ‘comandante’ dei 350 mila alpini italiani, ieri al 47° raduno presso il memoriale di 2405 caduti con la penna nera (l’ultima stele ieri, dedicata ad Egidio Toffoli di Conegliano). «Non abbiamo paura di chi ci ha detto di no – ha insistito il presidente Favero tra gli applausi di 1500 a ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti senza meter

CISON

Sul ripristino della naja civile, «noi non molleremo mai; è l’impegno che mi assumo, come presidente nazionale dell’Ana, davanti alle migliaia di ‘penne mozze’ di questo Bosco». Così Sebastiano Favero, il ‘comandante’ dei 350 mila alpini italiani, ieri al 47° raduno presso il memoriale di 2405 caduti con la penna nera (l’ultima stele ieri, dedicata ad Egidio Toffoli di Conegliano). «Non abbiamo paura di chi ci ha detto di no – ha insistito il presidente Favero tra gli applausi di 1500 alpini - il servizio obbligatorio per tutti, non necessariamente in armi, lo porteremo avanti fino in fondo». Applaude anche l’arcivescovo Fabio Dal Cin, di Sarmede, in servizio a Loreto e a Padova (Basilica del Santo).

L’ARCIVESCOVO STA CON L’ANA

«La proposta dell’Ana va sostenuta – ci ha poi dichiarato – perché garantisce una formazione a tanti giovani che stanno perdendo il senso della vita. E poi è giusto che questi giovani restituiscano al Paese almeno una parte di quello che hanno ricevuto con la scuola». Secondo l’arcivescovo «è anche giusto che per un periodo, seppur breve, stiano lontano dalla famiglia e dagli amici, cioè cambino aria, conoscano altre opportunità e rendano un servizio gratuito al Paese che in determinati settori ha molto bisogno». È la prima ‘benedizione’ di un ecclesiastico? «No – sorride Favero – già numerosi vescovi e anche qualche cardinale hanno detto di condividere la nostra proposta». Lo ha fatto Salvini, «ma non solo – tiene a precisare il presidente Ana - lo hanno fatto forze dell’opposizione».

LA NORMA COSTITUZIONALE

C’è anche chi, però – gli obiettiamo - ha già detto di no. «Perché siamo stati fraintesi. Il ministro della Difesa, Trenta, ad esempio, non ha capito la nostra proposta. Noi non vogliamo riarmare i giovani italiani. Andremo a spiegarglielo». Ed ecco la spiegazione anticipata. «L’articolo 52 della Costituzione è ancora in essere. Non è mai stato abrogato. C’è una leggina che lo sospende, sulla cui correttezza costituzionale ci sarebbe molto da ridire; non so proprio come sia stata approvata. Se è vero che la parte operativa della Difesa possa essere immaginata con personale specializzato, volontario, è pur vero che l’art. 52 afferma con forza per tutti i cittadini l’obbligo del servizio alla Patria. Ritengo che su questo si possa e si debba discutere con tutte le forze politiche».

SERVIZIO SENZ’ARMI

Il presidente ribadisce poi che l’Ana non ha mai chiesto di militarizzare i giovani, propone però che il servizio, per 6 o 8 mesi, sia svolto in caserma, non in armi, lontano dalla famiglia. E che sia rimborsato, come lo è il servizio civile. «Potremmo formare 6 mila giovani, questo è il nostro obiettivo – sottolinea Favero - i primi due mesi di formazione (educazione civica, ad esempio, perché se tu non sai chi sei, qual è la tua identità, non puoi aiutare al meglio gli altri), e poi al lavoro nella protezione civile, nella gestione dei sacrari, dei monumenti, dei musei, oppure nelle attività solidaristiche. Viviamo in una società dove spesso succede che la vita delle singole persone conta meno della vita di un animale. È una società che ha perso la bussola. E noi vorremmo riconsegnarla ai giovani. La bussola dei valori: la dignità dell’uomo, la famiglia, il sacrificio, il dovere, la solidarietà». —

Francesco Dal Mas

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI