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Centro disabili alla Piave Via libera con incertezza

A inizio anno l’Ails, cooperativa sociale costituita nel 1999 che opera nell’ambito dell’inserimento lavorativo e sociale di persone con disabilità, ha chiesto al comune la disponibilità a cedere all’...

A inizio anno l’Ails, cooperativa sociale costituita nel 1999 che opera nell’ambito dell’inserimento lavorativo e sociale di persone con disabilità, ha chiesto al comune la disponibilità a cedere all’associazione alcuni spazi all’interno della ex caserma Piave. Obiettivo? Trasferirvi il centro diurno “Casa Nostra”, di Badoere di Morgano, ristrutturando uno spazio di circa 450 metri quadrati da allestire per accogliervi una ventina tra utenti e responsabili dell’attività. «Noi collaboriamo da ...

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A inizio anno l’Ails, cooperativa sociale costituita nel 1999 che opera nell’ambito dell’inserimento lavorativo e sociale di persone con disabilità, ha chiesto al comune la disponibilità a cedere all’associazione alcuni spazi all’interno della ex caserma Piave. Obiettivo? Trasferirvi il centro diurno “Casa Nostra”, di Badoere di Morgano, ristrutturando uno spazio di circa 450 metri quadrati da allestire per accogliervi una ventina tra utenti e responsabili dell’attività. «Noi collaboriamo da tempo con il progetto Open Piave» hanno spiegato i responsabili della Coop, «ed abbiamo avanzato la richiesta proprio sulla base degli accordi che guidano il piano di rigenerazione urbana». La passata amministrazione aveva immediatamente fatto suo il programma dando rassicurazioni con l’ex assessore Liana Manfio e il consigliere Pezzato (Lista Manildo). Ma dopo il voto e il ribaltone a Ca’ Sugana adesso tutti sono in attesa di capire che succederà del progetto che nel frattempo ha incassato il via libera di tutti gli enti interessati: dall’Usl 2 ad Ats, dalla Regione ai tecnici comunali. Il restauro della porzione di Piave di fatto potrebbe partire subito, ma c’è il nodo “futuro”. In più di una occasione Conte ha dichiarato guerra al centro sociale Django, che oggi è il principale inquilino della ex caserma Piave. Fino ad oggi alle minacce non sono seguite azioni, ma l’incertezza sul futuro del programma open Piave ha indotto l’Ails a fermare gli operai in attesa di un chiarimento con il sindaco di Treviso. Il restauro costa, e nessuno vuole spendere se il programma non andrà avanti. –

F. D. W.