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Zanini e l’ex Dogana «No al piano dei privati prima c’è il pubblico»

«No, così non va». Vittorio Zanini, consigliere della lista Zaia–Gentilini, non ha gradito gli annunci dell’amministrazione sull’ex Dogana, da trasformare in arena spettacoli con un progetto di...

«No, così non va». Vittorio Zanini, consigliere della lista Zaia–Gentilini, non ha gradito gli annunci dell’amministrazione sull’ex Dogana, da trasformare in arena spettacoli con un progetto di riqualificazione affidato ai privati.

«Mi pare avventato annunciare una riqualificazione di un’area così’ strategica, e senza voler togliere nulla ai privati è la giunta, la parte politica, a dover tenere la regia e a “disegnare” l’area, in particolare l’urbanistica», dice Zanini, «su quell’area sento ...

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«No, così non va». Vittorio Zanini, consigliere della lista Zaia–Gentilini, non ha gradito gli annunci dell’amministrazione sull’ex Dogana, da trasformare in arena spettacoli con un progetto di riqualificazione affidato ai privati.

«Mi pare avventato annunciare una riqualificazione di un’area così’ strategica, e senza voler togliere nulla ai privati è la giunta, la parte politica, a dover tenere la regia e a “disegnare” l’area, in particolare l’urbanistica», dice Zanini, «su quell’area sento progetti da 30 anni: polo fieristico, velodromo, centro congressi, cittadella sportiva, ora l’arena spettacoli. Mi parrebbe più serio confrontarsi intanto con le esigenza del quartiere, che già ha tanti inquilini di peso, cito Asolo, Canova e mercati. Va data la regia all’Urbanistica, senza dimenticare la viabilità, dal nuovo aeroporto al centro commerciale e all’ex Marazzato. Penso a strutture sociali, a impianti sportivi, di cui il quartiere ha bisogno».

Zanini ne fa insomma une questione di metodo e di priorità. «E non dimentico L’ex Pagnossin, un bellissimo spazio a poca distanza, spazio che si presta a convenzioni», conclude, «bisogna evitare doppioni e assicurare invece, all’ex dogana e alla Trevisoservizi, le infrastrutture e i servizi di cui ha veramente bisogno la città».