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Femminicidi una lunga scia Uscita premio è una prassi

LORIANella lunga scia di femminicidi e violenze che attraversa il Veneto non mancano i precedenti in cui i colpevoli hanno beneficiato di permessi premio e sconti di pena. Tutto rientra nell’alveo...

LORIA

Nella lunga scia di femminicidi e violenze che attraversa il Veneto non mancano i precedenti in cui i colpevoli hanno beneficiato di permessi premio e sconti di pena. Tutto rientra nell’alveo della legalità, è previsto dal nostro ordinamento giuridico, ma le reazioni dell’opinione pubblica sono discordanti di fronte a tragedie che segnano famiglie e intere comunità. È cronaca trevigiana la vicenda di Eddi Mariotto, l’impresario edile di Fontigo condannato a dieci anni di reclusione per ...

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LORIA

Nella lunga scia di femminicidi e violenze che attraversa il Veneto non mancano i precedenti in cui i colpevoli hanno beneficiato di permessi premio e sconti di pena. Tutto rientra nell’alveo della legalità, è previsto dal nostro ordinamento giuridico, ma le reazioni dell’opinione pubblica sono discordanti di fronte a tragedie che segnano famiglie e intere comunità. È cronaca trevigiana la vicenda di Eddi Mariotto, l’impresario edile di Fontigo condannato a dieci anni di reclusione per aver tentato di uccidere la moglie. Era il 7 novembre del 2008 quando cercò di eliminarla simulando un suicidio. Stando alla ricostruzione degli inquirenti, il suo sarebbe stato un piano lucido e architettato nei minimi dettagli. Tentò di affogarla per andare a vivere con l’amante. Lei si salvò per puro caso, venne ripescata in tempo dalle acque del canale Castelletto vicino alla centrale Enel a Colfosco di Susegana. Nel 2014, a distanza circa cinque anni dal tentato femminicidio, Mariotto beneficiò del regime di semilibertà. Gli fu concesso di poter lavorare fuori dal carcere per un’azienda nel Quartier del Piave. Grazie a questo provvedimento l’uomo ottenne il permesso di lasciare tutte le mattine la casa circondariale di Treviso per recarsi sul posto di lavoro e poi fermarsi a pranzare con la madre, prima di far ritorno in cella la sera. Il giudice valutò questa misura in virtù del comportamento esemplare di Mariotto in carcere. La notizia fu accolta con disappunto dalla vittima che all’epoca del processo venne risarcita con 50 mila euro.

Un’altra pagina nera ci porta in provincia di Venezia. Sono passati 12 anni da quel 29 aprile 2006 quando Jennifer Zacconi venne massacrata a calci e pugni e sepolta viva in una buca da Lucio Niero. Lui fu condannato per omicidio volontario e nell’aprile del 2017 usufruì del suo primo permesso premio. Una norma del 1975 sull’ordinamento penitenziario e sulle misure privative e limitative della libertà prevede infatti che il killer possa godere del beneficio di uscire dal carcere. Niero ha trascorso una giornata a casa della sorella. Una decisione che sconvolse la famiglia della vittima. —

V.C.