Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Muri che uniscono i paesi dell’Europa L’impresa dei cinque

I Fortissimi partiti sabato in sei giorni saranno a Grammont L’obiettivo? Promuovere i territori con un grande circuito

SAN PIETRO DI FELETTO

Sei giorni in biciletta per unire idealmente due muri che hanno fatto la storia del ciclismo europeo: Ca’ del Poggio di San Piero di Feletto e il Grammont in Belgio. Questa è in sintesi la sfida è lanciata da cinque trevigiani, Piero Chiesurin, di Sernaglia della Battaglia, Andrea Michelet, di Conegliano, Andrea Miozzo di Pieve di Soligo, Giuseppe Macchia, di Quinto, e il compaesano Elio Montinaro, tutti in forza alla Squadra Fortissimi, che sono partiti sabato da San Pi ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti senza meter

SAN PIETRO DI FELETTO

Sei giorni in biciletta per unire idealmente due muri che hanno fatto la storia del ciclismo europeo: Ca’ del Poggio di San Piero di Feletto e il Grammont in Belgio. Questa è in sintesi la sfida è lanciata da cinque trevigiani, Piero Chiesurin, di Sernaglia della Battaglia, Andrea Michelet, di Conegliano, Andrea Miozzo di Pieve di Soligo, Giuseppe Macchia, di Quinto, e il compaesano Elio Montinaro, tutti in forza alla Squadra Fortissimi, che sono partiti sabato da San Pietro di Feletto e, in sei giorni e altrettante tappe, pedaleranno per un totale di 1200 chilometri sino ad arrivare alla mitica salita del Giro delle Fiandre.

ORIGINALE GEMELLAGGIO

L’impresa non è fine a sé stessa: il 12 luglio scorso, in occasione della sesta tappa del Tour de France, il Muro di Ca’ Poggio e quello di Grammont si sono gemellati con il Mûr-de-Bretagne, un’altra celebre ascesa che ha fatto la storia del ciclismo internazionale.

DIVISA CON TRE BANDIERE

L’obiettivo è quello di generare nuove opportunità per la promozione dei singoli territori, grazie alla creazione di un circuito europeo che riunisca i muri legati alla storia del grande ciclismo. Muri che uniscono, appunto. L’impresa promette di fare esattamente questo. Tanto che i cinque amici trevigiani pedalano con una divisa, realizzata per l’occasione, dove compaiono le bandiere nazionali di Italia, Belgio e Francia. «Niente di meglio, da portare in giro per l’Europa» ha spiegato il capogruppo Piero Chiesurin. «L’idea è nata dal gemellaggio tra i Muri di Ca’ del Poggio e Grammont e dal fatto di essere sempre vicini ai grandi avvenimenti ciclistici che fanno tappa sul Muro di Ca’ del Poggio. Da semplici appassionati di ciclismo, sarà una grande impresa. Vogliamo anche lanciare un messaggio: i Muri sono per tutti, non solo per i campioni. Basta affrontarli con il giusto spirito e consapevoli delle proprie capacità» conclude Chirusin.

LE PRIME DUE TAPPE

La prima tappa di sabato, con partenza da Ca’ del Poggio, è stata di 194 chilometri e ha portato “Fortissimi” dal Muro di Ca’ del Poggio a Bressanone. Ieri il quintetto ha pedalato per 220 chilometri, da Bressanone sino a Kempten, in Germania. —

Gino Zangrando