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Un’ora e mezza in contatto con l’amica Il giallo del volo mortale e l’autopsia

Enrico Cescon, precipitato in un canalone della Valbrenta, potrebbe aver perso l’equilibrio all’improvviso per un malore

SANTA LUCIA

La dinamica dell’incidente in montagna costato la vita al giovane dottorando di Santa Lucia Enrico Cescon non è ancora del tutto chiara, per cui si attenderanno gli esami autoptici prima di fissare la data dei suoi funerali. Il giovane mercoledì pomeriggio era precipitato per oltre 50 metri dopo esser scivolato in un dirupo e aver cercato di risalire da solo. La tragedia si era consumata nei pressi di Foza sull’Altopiano di Asiago. Enrico Cescon, ventotto anni, dottorando in "scie ...

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SANTA LUCIA

La dinamica dell’incidente in montagna costato la vita al giovane dottorando di Santa Lucia Enrico Cescon non è ancora del tutto chiara, per cui si attenderanno gli esami autoptici prima di fissare la data dei suoi funerali. Il giovane mercoledì pomeriggio era precipitato per oltre 50 metri dopo esser scivolato in un dirupo e aver cercato di risalire da solo. La tragedia si era consumata nei pressi di Foza sull’Altopiano di Asiago. Enrico Cescon, ventotto anni, dottorando in "scienze e ingegneria dei materiali e delle nanotecnologie" al Dipartimento di chimica dell'ateneo di Padova era originario di Santa Lucia di Piave dove la sua famiglia vive in vicolo Ferraris.

TRAGICA ESCURSIONE

Mercoledì 15 agosto il ragazzo stava camminando lungo il sentiero 783 che da Valstagna porta a Foza sull'Altopiano di Asiago, accompagnato da un'amica. Durante l’escursione il giovane ricercatore è scivolato in un canalone esposto per una quindicina di metri sulla parete rocciosa. L’amica tempestivamente aveva allertato il soccorso alpino. Forse nel tentativo di risalire da solo, o perché colpito da malore, pare che il ragazzo abbia messo un piede in fallo, precipitando nel canale per oltre 50 metri e morendo sul colpo a causa dell'impatto con la roccia.

IL RACCONTO DEL PAPà

«Mio figlio, che è sempre stato una persona prudente, si è tenuto in contatto con la sua amica per un’ora e mezza mandandole la sua posizione attraverso il telefonino poi però non ha dato più segnali ed il suo corpo è stato ritrovato dopo due ore dal soccorso alpino» spiega al telefono suo padre Antonio, noto per la sua attività di elettrauto nella zona industriale di Zoppè di San Vendemiano, che lo piange assieme alla madre Paola e alla sorella Patrizia. «Era un ragazzo molto impegnato nei suoi studi e molto buono. Non lo dico solo io. Nei giorni scorsi ho avuto parecchie chiamate da persone che non conoscevo e che avevano rapporti solo con lui che, a causa del suo lavoro, viveva a Padova in un appartamento con degli amici. Mi hanno detto tutti che era una persona meravigliosa» conclude Antonio Cescon. Il giovane ricercatore a settembre avrebbe dovuto discutere la propria tesi di dottorato.

LA TESI DA DISCUTERE

La tesi di ricerca, un passo che avrebbe potuto essere il punto di partenza per una carriera accademica importante. Stroncata da un tragico incidente di montagna a Ferragosto. La sua triste sorte ha colpito molto la comunità accademica di Padova.

IL RICORDO DEL RETTORE

«C’è grande dolore in ateneo per la scomparsa di Enrico Cescon» ha affermato il rettore dell'ateneo patavino Rosario Rizzuto attraverso un comunicato pubblicato sul blog istituzionale www. ilbolive,unipd.it, «era ragazzo costante nel suo impegno e brillante dottorando della nostra università. Così lo ricordano i colleghi del dipartimento di Scienze Chimiche dove lavorava, rimasti sconvolti dalla notizia. A nome mio, e di tutta la comunità dell’ateneo patavino, le porgo le condoglianze a parenti e amici» ha concluso il rettore. Enrico Cescon era noto per la sua prudenza e la precisione che metteva in tutte le attività in cui era impegnato. Anche per questo motivo l’incidente, nella sua dinamica, lascia ancora aperta qualche domanda, a cui forse l’autopsia nei prossimi giorni potrà dare una risposta. Poi sarà fissata la data dei funerali. —

Gino Zangrando

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