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Sparò al buttafuori albanese arrestato un quarantenne

Un connazionale confessa: «Non volevo ucciderlo ma soltanto spaventarlo» Il movente: non si rassegnava alla vecchia relazione tra la moglie e la vittima

ODERZO

È stato individuato e arrestato per tentato omicidio l’uomo che la notte del 4 agosto scorso, in via Volta ad Oderzo, tese un agguato a Durim Qefa, un albanese di 40 anni, buttafuori al Casinò di Venezia. Si tratta di Artenis Ago, 39 anni, disoccupato, residente a Mansuè, che alle 3.30 di quella notte, armato di una pistola Bernardelli calibro 22, esplose un colpo che ferì il rivale alla scapola destra per motivi passionali. L’arma, che conteneva altri sette colpi, secondo gli investi ...

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ODERZO

È stato individuato e arrestato per tentato omicidio l’uomo che la notte del 4 agosto scorso, in via Volta ad Oderzo, tese un agguato a Durim Qefa, un albanese di 40 anni, buttafuori al Casinò di Venezia. Si tratta di Artenis Ago, 39 anni, disoccupato, residente a Mansuè, che alle 3.30 di quella notte, armato di una pistola Bernardelli calibro 22, esplose un colpo che ferì il rivale alla scapola destra per motivi passionali. L’arma, che conteneva altri sette colpi, secondo gli investigatori, s’inceppò, mandando in fumo il piano omicida. All’indomani dell’agguato, Ago aveva cercato di rientrare con la famiglia in Albania ma i carabinieri, che avevano già forti sospetti su di lui, l’hanno bloccato a Palmanova. Pochi giorni dopo è stato sottoposto a fermo d’indiziato di delitto. Messo alle strette, l’albanese ha confessato, ammettendo di essere stato lui a sparare al buttafuori ed ha fatto ritrovare l’arma ed i vestiti indossati la sera dell’agguato. «Volevo soltanto spaventarlo, non ucciderlo», ha detto ai carabinieri. Ora Ago è agli arresti domiciliari per tentato omicidio e detenzione illegale di un’arma da fuoco.



Ad armare la mano di Ago, la notte del 4 agosto scorso, è stata la gelosia. Un agguato a scopo passionale, dunque. Ago era roso dal tarlo della gelosia nei confronti della moglie che, alcuni anni fa, lo avrebbe tradito, in un momento di crisi coniugale, proprio con il buttafuori. L’uomo non aveva mai digerito l’onta di essere stato tradito dalla coniuge con un suo connazionale e più volte, in passato, aveva promesso vendetta. Non tanto sulla moglie, che nel frattempo era tornata assieme a lui, quanto su Qefa che l’aveva insidiata in un momento di debolezza. Non è un caso che il buttafuori del Casinò di Venezia mentre veniva soccorso dal 118, abbia fatto ai carabinieri il nome di Artenis Ago come probabile autore dell’agguato.



I carabinieri si sono subito messi sulle tracce dell’autore dell’agguato, mettendo il suo telefono sotto controllo. Così facendo, hanno scoperto che, all’indomani dell’agguato, Artenis Ago aveva deciso di tornare senza alcuna ragione in Albania. Aveva caricato moglie e familiari in auto ed era partito precipitosamente per l’Albania. I carabinieri sono riusciti a bloccarlo a Palmanova, prima che varcasse il confine, e a trattenerlo per qualche giorno, fissando per il 9 agosto l’interrogatorio davanti al pubblico ministero Davide Romanelli.



È proprio al termine dell’interrogatorio del 9 agosto scorso che Ago si contraddice fornendo una serie di spiegazioni ed un alibi poco credibili. Da qui la decisione di sottoporlo a fermo di indiziato di delitto con l’accusa di tentato omicidio. In lacrime, successivamente, Ago ammetterà le sue responsabilità, facendo trovare ai carabinieri la pistola e gli indumenti usati la notte dell’agguato. Dopo aver reso un’ampia confessione, l’albanese è uscito dal carcere di Santa Bona ed ora si trova agli arresti domiciliari. Le accuse nei suoi confronti sono pesanti: tentato omicidio e detenzione illegale di un’arma con matricola abrasa. —