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Il morlacco, il biso e la pipa il sindaco vuole la De.co.

Dall’Agnol: «Sono tre prodotti che segnano la storia e l’identità della nostra gente Chiediamo di tutelarli attraverso la certificazione»

borso del grappa

Flavio Dall’Agnol, il sindaco di Borso del Grappa, il paese che introduce alla provincia di Treviso per chi arriva dal Bassanese, ne è sempre più convinto: «La ventiduesima Rassegna dei formaggi del Grappa, realizzata in collaborazione con A.Pro.La.V e con la nostra Pro loco, che la prima domenica di agosto ha portato a Campocroce oltre seimila visitatori, oltre al presidente della Regione Luca Zaia e all’assessore veneto all’agricoltura Giuseppe Pan, dà conferme sulla strada ...

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borso del grappa

Flavio Dall’Agnol, il sindaco di Borso del Grappa, il paese che introduce alla provincia di Treviso per chi arriva dal Bassanese, ne è sempre più convinto: «La ventiduesima Rassegna dei formaggi del Grappa, realizzata in collaborazione con A.Pro.La.V e con la nostra Pro loco, che la prima domenica di agosto ha portato a Campocroce oltre seimila visitatori, oltre al presidente della Regione Luca Zaia e all’assessore veneto all’agricoltura Giuseppe Pan, dà conferme sulla strada da seguire. Come Comune annunciamo il pieno sostegno ai prodotti locali, ai formaggi di malga in primis, attraverso l’ottenimento della De.co. (Denominazione comunale)». Ovvero la certificazione di garanzia e controllo che l’ente locale dà ad alcuni prodotti peculiari del suo territorio. Gli “artigiani” del morlacco sono dei veri e propri imprenditori, con laboratori di innovazione. Quindi non solo apprezzata tradizione, ma anche uno sguardo al futuro e alle nuove tecnologie.

«Il Comune di Borso ha nel suo territorio 12 delle 20 malghe attive sul Grappa», fa notare il sindaco Flavio dell'Agnol, «Questo per noi è un circuito importante e sono molti i giovani che scelgono di dedicarsi all’agricoltura. Come tutti gli artigiani, i malgari realizzano prodotti unici, che parlano del territorio e che vanno supportati e tutelati. Da qui la nostra volontà di cerificarli».

Chiedere la Denominazione comunale per il formaggio di malga e per l’altro prodotto principe del paese: il famoso “biso” di Borso, è stato per l’amministrazione comunale un “passo dovuto” che consentirà di recuperare memoria storica e tradizioni, oltre al senso civico di appartenenza, per inserire le produzioni all’interno di un percorso culturale e di pensiero volto alla difesa delle peculiarità territoriali e della biodiversità.

«Se, come spero, tutto andrà bene, allargheremo la certificazione a un altro prodotto caratteristico di Borso: la pipa», conclude il sindaco Dall’Agnol. La pipa è una tradizione che forse oggi pochi riconoscono al piccolo paese della Pedemontana: eppure è stato un prodotto che ha trainato il paese nei terribili venti mesi dopo la liberazione, «quando vendere pipe era un gradino più su della miseria» e fatto conoscere il nome di Borso in tutto il mondo. Oggi rimangono tre produttori di pipe: Michelino Fabbian, Giuseppe Lucadello, Francesco Fabbian.

Tre prodotti: morlacco, biso e pipa, da valorizzare per difendere e soprattutto promuovere l’identità di Borso. La sfida è lanciata e il sindaco è al lavoro. —

Maria Elena Tonin