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Altivole, clandestini a 5 euro l’ora

Altivole. Reati fiscali e sull’immigrazione: pesante condanna per Gianni Bordignon, 61 anni. Con una società di intermediazione piazzava romeni irregolari e li sottopagava

ALTIVOLE. Operai extracomunitari clandestini mandati a lavorare – sottopagati – nei cantieri e nelle aziende della Marca. Caporalato vero e proprio, insomma. Per l’organizzatore del giro, Gianni Bordignon, 61 anni, residente ad Altivole, è arrivata la pesante condanna: sei anni e mezzo di reclusione.

Respingendo il suo ricorso, nei giorni scorsi i giudici della settima sezione penale della Cassazione, così come avevano già fatto quelli di primo grado e d’appello, lo hanno ritenuto colpevole d ...

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ALTIVOLE. Operai extracomunitari clandestini mandati a lavorare – sottopagati – nei cantieri e nelle aziende della Marca. Caporalato vero e proprio, insomma. Per l’organizzatore del giro, Gianni Bordignon, 61 anni, residente ad Altivole, è arrivata la pesante condanna: sei anni e mezzo di reclusione.

Respingendo il suo ricorso, nei giorni scorsi i giudici della settima sezione penale della Cassazione, così come avevano già fatto quelli di primo grado e d’appello, lo hanno ritenuto colpevole di partecipazione in associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione, favoreggiamento e sfruttamento dell’immigrazione clandestina, omessa presentazione della dichiarazione dei redditi (relativa al 2006).

Un sistema semplice e redditizio, quello architettato da Bordignon e dal suo socio in affari, con un piccolo difetto: del tutto illegale. Tramite la sua Capital Team, infatti, l’uomo reclutava lavoratori stranieri irregolari che poi inseriva per brevi periodi nel mondo del lavoro in provincia di Treviso.

Una novantina in tutto, 22.740 ore di lavoro conteggiate, 11 euro pagati dall’azienda all’ora, 5 euro la retribuzione percepita dall’operaio, per un guadagno complessivo per l’azienda di Bordignon di oltre 110 mila euro in un solo anno. Una pratica grazie alla quale l’altivolese e un socio sarebbero riusciti a non versare al fisco oltre 375 mila euro nel 2006. Gli investigatori hanno stimato un volume d’affari superiore al milione e 800 mila euro tra il 2005 e il 2007.

Bordignon, dopo non aver ottenuto il patteggiamento, ha tentato di difendersi a processo sostenendo che i lavoratori non sarebbero stati sfruttati poiché di fatto percepivano salari identici a quelli degli operai in regola. La Capital Team, insomma, avrebbe svolto una normale attività di mediazione tra le aziende alla ricerca di dipendenti e i romeni (extracomunitari fino al 2006). Tale attività di intermediazione di manodopera, però viene riservata dalle normative alle sole società interinali, e la Capital Team non apparteneva a questa categoria. Era caporalato, insomma, e per Bordignon in primo grado era arrivata la condanna a sei anni e otto mesi, nel marzo del 2012. Il secondo grado di giudizio aveva portato un lieve sconto di pena (sei anni e mezzo), ora la Cassazione conferma la sentenza e la rende definitiva, respingendo il ricorso dell’imputato che lamentava il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche.