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Villorba, scopre l’amore su una panchina e se la porta a casa

Chiede al sindaco di Villorba di sostituire  a sue spese la panca con  una nuova: «Lì ho conosciuto la mia attuale compagna». Permesso accordato

VILLORBA. Chiede di poter portare nel suo giardino la panchina su cui ha incontrato la sua amata, sostituendola – a sue spese – con una identica. E alla fine la spunta. Accade a Villorba. «Le storie belle, quelle a lieto fine», dice il sindaco Marco Serena, «esistono ancora. Due mesi fa è giunta una lettera in Comune da parte di un cittadino di Marcon che ci chiedeva la possibilità di sostituire una panchina di piazza Aldo Moro di Carità di Villorba con una nuova e che avrebbe pensato lui a ...

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VILLORBA. Chiede di poter portare nel suo giardino la panchina su cui ha incontrato la sua amata, sostituendola – a sue spese – con una identica. E alla fine la spunta. Accade a Villorba. «Le storie belle, quelle a lieto fine», dice il sindaco Marco Serena, «esistono ancora. Due mesi fa è giunta una lettera in Comune da parte di un cittadino di Marcon che ci chiedeva la possibilità di sostituire una panchina di piazza Aldo Moro di Carità di Villorba con una nuova e che avrebbe pensato lui a tutto. Il motivo? Vi era legato affettivamente, perché lì seduto aveva parlato, per ore, con colei che ora è la sua compagna. Se Cupido aleggia in piazza, non desideravo di certo ostacolarlo io e così, ho dato parere favorevole allo scambio delle panchine che è avvenuto oggi».

Romano De Marchi, l’innamorato, si è recato a Carità, ha consegnato la panchina nuova (identica a quella vecchia, solo meno malandata) e ha effettuato lo scambio. Con tanto di stretta di mano.

«Sono davvero felice che il sindaco abbia accettato la mia proposta», ha detto Romano De Marchi, impiegato, 47 anni, «così potrò rivivere insieme con la mia compagna, ogni sera, e nel giardino di casa quel 26 ottobre 2016 quando decidemmo di incontrarci di persona dopo esserci frequentati in internet per mezzo di una chat. Cornelia, così si chiama la mia compagna, abitava a Spresiano e mi diede il primo appuntamento qui vicino alla piazza, davanti alle Poste, poi dopo una lunga camminata, decidemmo di sederci su questa panchina. Lì seduti parlammo tutta la sera riscontrando che le affinità virtuali erano anche reali. Quella magia e quella panchina, unica per noi, desideravamo davvero custodirla. Grazie ancora Villorba».