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L’ombra della mafia in città confiscata la Eurostese

La società con sede  in via Molino di Ferro  era attiva fino al 2010 nella costruzione di strade e autostrade

castelfranco

C’è anche una società di Castelfranco Veneto tra le otto confiscate ieri grazie al decreto dei magistrati catanesi nei confronti del patrimonio attribuito al clan mafioso dei Mazzei, detti i “Carcagnusi”. Al centro del provvedimento William Alfonso Cerbo, 36 anni, considerato un imprenditore vicino al clan catanese di Cosa Nostra, e ai domiciliari dal 2014.

I Mazzei sono una storica famiglia mafiosa catanese, antagonista dei più noti Santapaola.

La confisca delle otto società co ...

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castelfranco

C’è anche una società di Castelfranco Veneto tra le otto confiscate ieri grazie al decreto dei magistrati catanesi nei confronti del patrimonio attribuito al clan mafioso dei Mazzei, detti i “Carcagnusi”. Al centro del provvedimento William Alfonso Cerbo, 36 anni, considerato un imprenditore vicino al clan catanese di Cosa Nostra, e ai domiciliari dal 2014.

I Mazzei sono una storica famiglia mafiosa catanese, antagonista dei più noti Santapaola.

La confisca delle otto società commerciali e 28 immobili sparsi un po’ per tutta Italia, per 32 milioni di euro.

Cerbo è agli arresti domiciliari in seguito all’operazione della Guardia di Finanza del 2014, quando emerse, secondo gli investigatori, il suo ruolo gestione di attività economiche e imprenditoriali del clan.

È imputato per associazione mafiosa, estorsione, trasferimento fraudolento di valori e bancarotta.

Tra le attività economiche risulta anche la Eurostese srl con sede a Castelfranco in via Molino di Ferro 25.

Specializzata in costruzione di strade e autostrade, autotrasporto merci per conto terzi e raccolta e trasporto rifiuti riutilizzabili non pericolosi, la società vantava, ad oggi risulta cessata, un capitale sociale di 119 mila euro.

Attiva dal 2003 risulta aver cessato le attività nel 2010, ma nel frattempo ha operato nel Trevigiano anche concorrendo ad appalti pubblici.

Cirino Antonio D’Assero era l’amministratore e proprietario delle quote assieme alla società Agricola Reatina spa di Roma, confiscata anch’essa.

D’Assero, nato in provincia di Vercelli e residente nel catanese, risulta un uomo di fiducia di Cerbo.

Le imprese commerciali – con sedi, oltre che a Castelfranco Veneto, a Roma, Catania, Bergamo, Aprilia, Comiso, Palmanova e Buccinasco – venivano create, con la complicità di prestanome, familiari e conviventi, per far circolare nel circuito legale il denaro proveniente dalle attività illegali come le estorsioni o le bancarotte fraudolente.

Le società risultavano già in amministrazione giudiziaria in quanto sottoposte a sequestro nel luglio del 2016.

William Alfonso Cerbo deve la sua popolarità per il suo tentativo di emulare il boss Tony Montana, interpretato da Al Pacino, nel film “Scarface” tanto da farsi costruire un trono, con incise le sue iniziali, simile a quello utilizzato dall’attore nel film.

Una pacchianeria molto “camorrista”, ma insolita per lo stile consueto di Cosa Nostra siciliana. —