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Dorme per terra in ospedale per assistere l’anziana madre

Figlio di un paziente denuncia la situazione: «Una cosa da terzo mondo»  La direzione sanitaria: «Un atteggiamento incomprensibile, lo denunceremo»

CASTELFRANCO. Costretto a dormire per terra perché nel reparto di Ematologia dell'ospedale di Castelfranco dove è ricoverata la madre di 94 anni non c'è un letto per il famigliare che fa assistenza notturna. È quanto denuncia con tanto di foto su Facebook Sirio Zilio, residente a San Zenone degli Ezzelini: una situazione che, come spiega, in altri Paesi sarebbe stata affrontata in modo diverso e non scaricata sui familiari.

La classica poltroncina c'è ma non serve a nulla se «tu fai assistenz ...

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CASTELFRANCO. Costretto a dormire per terra perché nel reparto di Ematologia dell'ospedale di Castelfranco dove è ricoverata la madre di 94 anni non c'è un letto per il famigliare che fa assistenza notturna. È quanto denuncia con tanto di foto su Facebook Sirio Zilio, residente a San Zenone degli Ezzelini: una situazione che, come spiega, in altri Paesi sarebbe stata affrontata in modo diverso e non scaricata sui familiari.

La classica poltroncina c'è ma non serve a nulla se «tu fai assistenza tre notti alla settimana almeno da un anno e al mattino vai a lavorare. Una volta il letto per l'assistenza c'era. Ci sono situazioni (sanitarie, ndr) che possono protrarsi per anni e chi assiste deve anche lavorare, ma prima o dopo scleri... ed io sto cominciando. Siamo nel terzo mondo. Negli ospedali normali d'Europa non è necessaria l'assistenza perché hanno operatori e infermieri competenti che non necessitano della presenza di parenti i quali non sono abilitati a questo compito. Però per una questione di taglio di spese il genitore te lo devi assistere tu, anche costo di una crisi di nervi, perché il giorno dopo devi continuare a lavorare anche se sei morto. Non un aiuto, un letto, un cuscino per poter riposare un po', niente. Io oggi sono ammalato, pieno di mal di schiena, ma non c'è nessuno che ti aiuta,e sembra che sia una cosa normale ma non lo è, con mia madre che si lamenta più di un cane, che sta male, che non fa dormire i compagni di stanza e naturalmente chi la assiste. Le voglio bene ma domani devo lavorare e questa è una situazione che potrebbe protrarsi per qualche anno». Il tutto è documentato dal suo giaciglio a fianco del letto della mamma, un sacco a pelo, dove è disteso in mutande.



Sulla vicenda però il punto di vista della direzione dell'ospedale è completamente diverso: anzi potrebbe sfociare in una querela. «Stiamo raccogliendo documentazione per valutare se procedere per via legale - spiega il direttore generale Francesco Benazzi - chiederemo innanzitutto che vengano tolte quelle foto». «Una situazione molto strana quella a cui ha assistito il personale - spiega la direttrice del San Giacomo Chiara Berti - la persona in questione si è buttata a terra per dormire utilizzando cuscini dati per dare sollievo alla mamma. Ma non solo: a causa del suo comportamento, il personale infermieristico è stato ostacolato nell'assistenza sia alla mamma che alla paziente che occupa la stanza con lei. Più volte gli è stato detto di avere un atteggiamento più consono ad un reparto ospedaliero, ma non c'è stato verso. Tutto è tornato alla normalità quando se ne è andato. Abbiamo avvisato i familiari affinché la cosa non succeda mai più, già da stasera». —