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Sempre meno medici di base: i casi di Treviso e Visnadello

Soprattutto nei piccoli Comuni i medici che vanno in pensione vengono sempre meno sostituiti Ma anche nel capoluogo  la situazione è ormai grave 

TREVISO. Medici di base in pensione senza sostituti e pazienti alla ricerca di un nuovo condotto. Avanti di questo passo da qui al 2023 non si riusciranno più a mantenere i 520 curanti attualmente operativi nella Marca trevigiana, con il risultato che un trevigiano su 3 rischierà di trovarsi senza il medico di famiglia.

Chi lascia la professione non sempre viene rimpiazzato. A partire dal 31 agosto il dottor Ettore Danieli, storico medico del Comune di Treviso, cessa l’attività e l’azienda sa ...

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TREVISO. Medici di base in pensione senza sostituti e pazienti alla ricerca di un nuovo condotto. Avanti di questo passo da qui al 2023 non si riusciranno più a mantenere i 520 curanti attualmente operativi nella Marca trevigiana, con il risultato che un trevigiano su 3 rischierà di trovarsi senza il medico di famiglia.

Chi lascia la professione non sempre viene rimpiazzato. A partire dal 31 agosto il dottor Ettore Danieli, storico medico del Comune di Treviso, cessa l’attività e l’azienda sanitaria invita gli assistiti a scegliere un altro professionista operativo nell’area compresa tra il capoluogo e i comuni di San Biagio di Callalta e Silea. «I pazienti del dottor Danieli riceveranno nei prossimi giorni la lettera dei servizi distrettuali e potranno scegliere un altro medico recandosi di persona al distretto o tramite il sito www.ulss.tv.it» fa sapere l’Usl di Marca che sta lavorando per inserire nuovi medici e punta a reperirne altri due nel prossimo futuro. Per ora la cronica carenza di camici bianchi appare sotto controllo almeno nel capoluogo.

Non si può dire lo stesso in altri comuni della provincia: a Visnadello il dottor Salvatore Scarlata, dopo quarant’anni di attività andrà in pensione tra pochi giorni. La preoccupazione dei suoi 1600 assistiti si è tradotta in una raccolta firme per chiedere che venga trovato al più presto un sostituto. «Sono preoccupato per le fasce deboli della popolazione», ha dichiarato il sindacato di Spresiano Marco Della Pietra, sperando che si trovi al più presto una soluzione. I residenti chiedono addirittura sia il Comune stesso a pagare la permanenza di un sostituto in paese. Nel frattempo, l’Usl di Marca ha decretato quindici zone carenti e sta cercando professionisti disposti a garantire la continuità del servizio.

Il problema coinvolge oltre 22 mila cittadini residenti nel quartiere di San Paolo a Treviso, ma anche ad Asolo, Spresiano, Zero Branco, Tarzo, Borso del Grappa, Farra di Soligo, Monastier, Casier, Ponzano e Povegliano. L’azienda sanitaria ha fatto il bando e sono pervenute molte disponibilità agli incarichi, ma ora i medici hanno tempo 90 giorni per accettare o meno. Una corsa contro il tempo che però non risolve l’annosa emorragia di camici bianchi. Entro il 2023 ogni 4 condotti che andranno in pensione nella Marca ce ne sarà solo uno disposto a subentrare. «Stiamo lentamente scivolando nel baratro a causa di una programmazione sanitaria miope e inadeguata. Purtroppo tutto questo va a danno dei cittadini», denunciano Fimmg e Snami i sindacati di categoria. La sproporzione tra domanda e offerta va acuendosi in tutto il Veneto, dove gli attuali 3.200 condotti caleranno a 1.042 nell’arco di un decennio.