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È allarme carenza medici: in provincia di Treviso 22 mila pazienti a rischio

L’Usl di Treviso ha dichiarato quindici zone carenti e cerca professionisti Gorini (Fimmg): «Tra cinque anni non riusciremo a sostituire i pensionati»

TREVISO. Medici di base introvabili, a rischio quindici ambulatori nella Marca. L’Usl di Treviso ha decretato quindici zone carenti e sta cercando professionisti disposti a garantire la continuità del servizio. Il problema coinvolge oltre 22 mila cittadini residenti nel quartiere di San Paolo ma anche in provincia, tra Asolo, Spresiano, Zero Branco, Tarzo, Borso del Grappa, Farra di Soligo, Monastier, Casier, Ponzano e Povegliano.

IL BANDO

«Abbiamo fatto il bando e ci sono pervenute molte disp ...

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TREVISO. Medici di base introvabili, a rischio quindici ambulatori nella Marca. L’Usl di Treviso ha decretato quindici zone carenti e sta cercando professionisti disposti a garantire la continuità del servizio. Il problema coinvolge oltre 22 mila cittadini residenti nel quartiere di San Paolo ma anche in provincia, tra Asolo, Spresiano, Zero Branco, Tarzo, Borso del Grappa, Farra di Soligo, Monastier, Casier, Ponzano e Povegliano.

IL BANDO

«Abbiamo fatto il bando e ci sono pervenute molte disponibilità agli incarichi, ora i medici hanno tempo 90 giorni per dirci se accettano o meno. Sono fiducioso e spero che potremo dare al più presto risposta all’utenza», spiega il direttore generale dell’Usl 2 Francesco Benazzi. Una corsa contro il tempo che però non risolve la cronica carenza di camici bianchi. Entro il 2023 ogni 4 medici di medicina generale che andranno in pensione nella Marca ce ne sarà solo uno disposto a subentrare.

MANCANO MEDICI

«Stiamo lentamente scivolando nel baratro. In questo momento per reperire nuovi medici si sta attingendo dalle riserve che si sono formate in passato, ma queste non sono inesauribili e non c’è un adeguato ricambio» denuncia Brunello Gorini, segretario provinciale della Fimmg, sigla di categoria. Lo sbilanciamento tra domanda e offerta va acuendosi in tutta la Regione Veneto dove gli attuali 3. 200 medici di medicina generale caleranno a 1. 042 nell’arco di un decennio. «Attualmente ci sono un centinaio di medici di famiglia pronti a prendere servizio nel Trevigiano, dieci anni fa quando un medico terminava la scuola attendeva tre anni prima di avere il posto, adesso meno di un anno. Ciò vuol dire che tra cinque anni non avremo più scorte da cui attingere per sostituire i colleghi in quiescenza» aggiunge il dottor Gorini. Per trovare l’origine del problema bisogna considerare vari fattori, a cominciare dalla strettoia dei 60 posti annui dei corsi di Medicina Generale in Veneto.

CAMICI BIANCHI STRANIERI

«I posti per la creazione di nuovi medici di famiglia sono insufficienti, ce ne vorrebbero almeno due volte tanti» spiega Bruno Di Daniel, dello Snami. Il raffronto appare impietoso se si pensa che il Veneto ha 60 posti a fronte di un popolazione di 5 mila abitanti mentre il Molise ne prevede 25 con 315 mila abitanti. I sindacati accusano la Regione di immobilismo e a sua volta palazzo Balbi punta il dito contro il Ministero che ha introdotto il numero chiuso per l’accesso all’università. «I medici andremo a prenderli nel Bangladesh» aveva ironizzato qualche tempo fa il segretario regionale della sanità Domenico Mantoan. Non c’è da scherzarci troppo, medici e infermieri stranieri nel nostro Paese sono già 55 mila, a cui vanno aggiunti 3. 500 fisioterapisti e 500 psicologi. A livello locale il tasso di professionisti che arrivano da altri Paesi sta gradualmente aumentando.