Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

La dem Puppato non fa sconti «Caro ministro s’informi meglio»

I sindaci Conte e Chies scelgono la buona fede «Intendeva parlare dei vicoli di spesa vigenti nei bilanci dei nostri Comuni»

Tocca all’ex senatrice del Partito democratico, la montebellunese Laura Puppato, dar fuoco alle polveri. «Un ministro dovrebbe sapere come funziona la legislazione sui bilanci dei Comuni...», va giù decisa, «Il patto di stabilità, inteso come vincolo assoggettato al modello europeo, non è più in vigore da 2 anni. Proprio per restituire dignità e vita soprattutto ai comuni virtuosi del Nord - ma non solo- si è sostituto con il pareggio di bilancio che permette di spendere i propri fondi senza ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti senza meter

Tocca all’ex senatrice del Partito democratico, la montebellunese Laura Puppato, dar fuoco alle polveri. «Un ministro dovrebbe sapere come funziona la legislazione sui bilanci dei Comuni...», va giù decisa, «Il patto di stabilità, inteso come vincolo assoggettato al modello europeo, non è più in vigore da 2 anni. Proprio per restituire dignità e vita soprattutto ai comuni virtuosi del Nord - ma non solo- si è sostituto con il pareggio di bilancio che permette di spendere i propri fondi senza assurdi tagli di costo come previsto dal decreto Tremonti (e successivi) del 2008. Fraccaro farebbe bene a studiare prima di esprimersi». Più benevoli i sindaci, vicini di casacca, che si orientano per un errore fatto in buona fede, una svista verbale. Per la serie non voleva dire quello che ha detto, intendeva riferirsi ai vincoli stringenti che bloccano ancora i bilanci dei Comuni. Su questa linea si pone il primo cittadino di Treviso, Mario Conte. «Non ero presente», mette le mani avanti, «ma sono convinto che è sua intenzione garantire maggiori disponibilità di fondi ai Comuni, quindi di eliminare quei lacciuoli che impediscono la spesa a chi ha in cassa le risorse. E su questo fronte non posso che schierarmi dalla parte del ministro Fraccaro». Sorride alla gaffe del pentastellato Miriam Giuriati, alla guida del Comune di Casier. «Il patto di stabilità? Ma lo ha tolto Renzi. Mi ricordo che lo aveva annunciato poco dopo il mio insediamento - sono in carica dal 2014- intervenendo a un’assemblea di Unindustria alla Bandie». Bacchettata per il neo ministro e invito a «eliminare altri vincoli di bilancio». «S’impegni a riaprire la possibilità di assumere», aggiunge la sindaca, «Un’emergenza che abbiamo evidenziato come primi cittadini trevigiani, anche con l’Anci. Non abbiamo neppure operai sufficienti per le manutenzioni quotidiane». Fabio Chies, sindaco azzurro di Conegliano, è per l’assoluzione e interpreta così il Fraccaro-pensiero: «Intendeva togliere quei vincoli che bloccano la spesa, liberare le risorse». Anche Matteo Guidolin, al timone del Comune di Riese, è convinto che il Riccardo ministro si sia espresso male: «Voleva parlare dell’eliminazione del vincolo che ci lega alla spesa storica per i nuovi investimenti e ingabbia gli avanzi di bilancio non consumati. Gli ho chiesto più autonomia per la fiscalità locale». Sergio Baldin, sindaco di Altivole, si è preso da parte il ministro a fine intervento: «E gli ho spiegato che il patto di stabilità non esiste più». —

A.D.M.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI