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Pontida incorona i salviniani di Marca

Ne escono rafforzati Da Re, Coin, Manzato e Gobbo. Ma sono arrivati apprezzamenti anche per il governatore Zaia

La Lega di Treviso e della Marca, il giorno dopo, esalta Pontida e la svolta di Salvini. Fanno festa soprattutto Toni Da Re, Dimitri Coin, Franco Manzato, Gian Paolo Gobbo (quest’ultimo assente giustificato domenica), il gruppo che lanciò e sostenne Salvini in Veneto ai tempi di quella che venne chiamata la «Resistenza a Tosi e ai tosiani».

Ma gongolano anche Luca Zaia e gli zaia boys and girls. Il governatore è stato incoronato da Salvini e Calderoli sull’autonomia - il modello veneto è dive ...

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La Lega di Treviso e della Marca, il giorno dopo, esalta Pontida e la svolta di Salvini. Fanno festa soprattutto Toni Da Re, Dimitri Coin, Franco Manzato, Gian Paolo Gobbo (quest’ultimo assente giustificato domenica), il gruppo che lanciò e sostenne Salvini in Veneto ai tempi di quella che venne chiamata la «Resistenza a Tosi e ai tosiani».

Ma gongolano anche Luca Zaia e gli zaia boys and girls. Il governatore è stato incoronato da Salvini e Calderoli sull’autonomia - il modello veneto è diventato il totem della Lega e di governo – oltre ad incassare un gradimento che è secondo solo quello del capitano. C’è chi, tra i veterani leghisti, ha letto la sauna di Pontida – quanti malori, Salvini ha fatto il direttore dei soccorsi – come il certificato di una Lega che viaggia su due binari: quello politico, molto connotato da Salvini, teso a costruire un partito di massa che somigli alla Dc 2.0, una sorta di Balena blu più destrorsa che centrista, e la Lega degli amministratori territoriali, più pragmatici (conio dello stesso Zaia).

Ma Pontida ha anche detto della febbre a 90 che circonda adesso la Lega che vola nei sondaggi. Se Salvini stupisce tutti dicendo «fate entare tutti, e se sono più bravi fate fare loro sindaci e governatori» (vanno in archivio i criteri della militanza, e gli sgradimenti agli imbarcati ex Dc, Pdl e compagnia cantando?, di fatto sancendo l’apertura delle sezioni a forzisti, grillini delusi, c’è tutto il fervore del popolo (ex padano).

«Raramente avevo visto tanto entusiasmo», annota Mauro Michielon, veterano del Carroccio sin dalla metà degli anni ’80, «mai Treviso aveva fatto due pullman. Ma vedo anche tanta gente che vuole iscriversi, il clima è indubbiamente positivo, dopo le politiche anche le amministrative hanno confermato la nostra forza e il nostro consenso».

I più attenti dicono che dalla Marca, feudo riconquitstato con il trionfo di Mario Conte (anche lui in passerella con i nuovi sindaci), si sono mossi quasi in 1500: la metà in bus, poi moto e tende, camper, auto. E moltissimi anche da venerdì e da sabato, specie i giovani. Sugli scudi, oltre al capoluogo, anche la sezione di Mogliano (1 bus da sola) e altre zone dell’hinterland, con alcune eccezioni (Quinto) mentre più freddi sarebbero stati quartier del Piave, nonostante l’alto tasso di parlamentari e consiglieri regionali, Vittoriese e Coneglianese.

E adesso, in questo partito alle stelle, si apre la fase congressuale. Attivissimi i salviniani, dopo aver fatto il botto alle politiche con ben 8 parlamentari su 9 in lista; ma si muove anche il partito degli amministratori, con cui Zaia ha aperto da tempo l’Opa sul partito (nel capoluogo, però, le urne hanno premiato Carroccio e inaspettatamente la lista di Conte, al 15%), co n la lista Zaia Gentilini poco sotto il 12%).

Il primo congresso, dopo l’estate, dovrebbe esser quello della circoscrizione del capoluogo - commissario è Mauro Michielon - per il quale circolano già tre nomi: quello di Erich Zanata, del neoconsigliere comunale Roberto Borsato, e di Giuseppe Canova, braccio destro di Dimitri Coin, componente del direttivo provinciale. A Treviso la maggioranza è stata sin qui saldamente in mano ai gobbiani».

Per la segreteria provinciale - commissario ad acta è Roberto Ciambetti, fedelissimo del governatore Zaia - la partita è più aperta. In lizza dovrebbe esserci Nico Presti, sindaco di Arcade e consigliere provinciale; altro nome che gira è Roberto Bet, sindaco di Codognè e pupillo di Zaia. E’ circolata anche un’ipotesi istituzionale, quella di Stefano Marcon, presidente della Provincia e sindaco di Castelfranco, nonché esponente della Castellana, la più grande circoscrizione in provincia. —

ANDREA PASSERINI

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