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«Da lassù c’è una vista infinita Gli incidenti sono errori umani»

L’INTERVISTA«Quella laggiù è Mestre, la vedi?».Fabio Loro ha 45 anni, vive a Borso del Grappa ed è considerato uno dei piloti e istruttori più esperti del volo libero. La sua scuola si chiama Manta e...

L’INTERVISTA

«Quella laggiù è Mestre, la vedi?».

Fabio Loro ha 45 anni, vive a Borso del Grappa ed è considerato uno dei piloti e istruttori più esperti del volo libero.

La sua scuola si chiama Manta e ha sfornato centinaia di piloti.

Il primo volo?

«Avevo diciassette anni. Ho preso prima il brevetto di volo che la patente di guida».

Da quando tempo vola?

«Ho iniziato nel 1990, una passione precoce. Dal 1993 ho iniziato a fare l’istruttore».

A quante persone ha insegnato?

«Ho perso il conto. Ma calc ...

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L’INTERVISTA

«Quella laggiù è Mestre, la vedi?».

Fabio Loro ha 45 anni, vive a Borso del Grappa ed è considerato uno dei piloti e istruttori più esperti del volo libero.

La sua scuola si chiama Manta e ha sfornato centinaia di piloti.

Il primo volo?

«Avevo diciassette anni. Ho preso prima il brevetto di volo che la patente di guida».

Da quando tempo vola?

«Ho iniziato nel 1990, una passione precoce. Dal 1993 ho iniziato a fare l’istruttore».

A quante persone ha insegnato?

«Ho perso il conto. Ma calcolando venticinque anni di lezioni avrò istruito almeno cinquecento persone».

Gli ultimi incidenti hanno riproposto il tema della sicurezza. Il volo libero è pericoloso?

«Come tutti gli sport può essere pericoloso, dipende sempre dall’approccio con il quale ti avvicini».

Qual è la prima cosa che trasmette agli aspiranti piloti?

«La prima cosa che dico loro è che bisogna usare la testa, essere sempre attenti a ciò che si sta facendo».

Nonostante questo, numerosi sono gli incidenti: perché?

«Nove incidenti su dieci dipendono da un errore umano: quando sei lassù non devi mai perdere l’attenzione, devi pensare a cosa stai facendo».

Perché il Grappa è diventato il polo mondiale di questo sport?

«Perché ha delle condizioni di decollo speciali, perché è facilmente accessibile, perché l’orografia è straordinaria e le correnti ascensionali notevoli, consentono di stare su anche delle ore. Infine perché le condizioni meteo generalmente sono buone per gran parte del giorno».

Ci sono dei provvedimenti che potrebbero contribuire a ridurre il rischio?

«Bisogna insistere sulla formazione, sulle istruzioni di base, non dare mai niente per scontato. Ma ripeto: il volo libero è uno sport sicuro, non è difficilissimo, si può praticare a tutte le età».

Che cosa si prova da lassù?

«All’inizio, prima del decollo, sale l’adrenalina. Poi, una volta su c’è un totale coinvolgimento. Dimentichi pensieri, preoccupazioni, timori. Sei tu nell’aria. Provi un senso di libertà straordinario. E puoi gustare una prospettiva straordinaria: più sali e più si vede lontano no?»

A quale altezza si può volare?

«Dal Grappa ci si può lanciare da Col del Puppolo oppure dal Panettone, quest’ultimo per piloti più esperti. Mediamente l’altezza cui si sta varia tra i millecinquecento e i duemilatrecento metri d’altezza. Ma ci sono giorni speciali in cui si può salire anche a duemilacinquecento metri».

A Borso del Grappa è nato un business attorno a questo sport.

«E’ una ricchezza per tutto il territorio. Vengono da tutta Europa migliaia di persone: tedeschi, olandesi, ceki, ungheresi, polacchi. Ci sono giorni che le vele in cielo sono anche centocinquanta. Complessivamente, ogni anno ci possono essere trentamila vele in aria». —

D.F.

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