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Tragico volo col parapendio

Si incastra il paracadute, venticinquenne precipita al suolo da un’altezza di 400 metri

BORSO. S’era appena lanciato con il parapendio da una rampa di lancio del Col del Puppolo, nell’area del massiccio del Grappa. Il tempo per godersi il panorama dall’alto, fare forse qualche acrobazia in aria e poi la tragedia. La vela s’è chiusa all’improvviso. Lui, Flavio Violetto di Cittadella, ha disperatamente tirato la leva del paracadute d’emergenza. Ma la fatalità ha voluto che il paracadute s’incastrasse nella vela prima di aprirsi ed è precipitato da un’altezza di 400 metri schianta ...

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BORSO. S’era appena lanciato con il parapendio da una rampa di lancio del Col del Puppolo, nell’area del massiccio del Grappa. Il tempo per godersi il panorama dall’alto, fare forse qualche acrobazia in aria e poi la tragedia. La vela s’è chiusa all’improvviso. Lui, Flavio Violetto di Cittadella, ha disperatamente tirato la leva del paracadute d’emergenza. Ma la fatalità ha voluto che il paracadute s’incastrasse nella vela prima di aprirsi ed è precipitato da un’altezza di 400 metri schiantandosi in un campo di via Cenghia a Semonzo del Grappa, a poche decine di metri dal campo d’atterraggio. Violetto avrebbe compiuto 25 anni il 9 luglio. La tragedia s’è materializzata poco dopo le 17. È a quell’ora che Violetto, uno studente universitario della facoltà di Fisioterapia, appassionato di volo e da tre anni socio dell’associazione Volo Libero Montegrappa, si lancia da una rampa della zona del Col del Puppolo, a circa 700 metri di quota, nei pressi del 13° tornante della strada che porta al Grappa. Cosa sia successo poi, nessuno lo sa di preciso. Pare che lui, appassionato di parapendio acrobatico, abbia effettuato qualche manovra acrobatica. Ma è solo un’ipotesi fatta da alcuni testimoni presenti in zona.

Quello che è certo è che all’improvviso la vela s’è chiusa. Violetto ha disperatamente azionato la leva del paracadute d’emergenza ma quest’ultimo s’è impigliato nella vela e non è riuscito ad aprirsi. Lo sportivo cittadellese è precipitato al suolo da un’altezza di 400 metri. Lo schianto è avvenuto in un campo di via Cenghia, a pochi passi dal ristorante Antica Abbazia e a qualche decina di metri dal prato dove usualmente atterrano i deltaplani ed i parapendii che si lanciano dal massiccio del Grappa.

L’allarme è stato immediatamente lanciato al 118 e ai carabinieri di Semonzo da alcuni abitanti della zona. Immediato l’intervento di un’ambulanza del 118 ma, naturalmente, ogni soccorso è risultato inutile. Al medico del Suem di Crespano non è rimasto altro da fare che constatarne il decesso.

La notizia della tragedia che ha coinvolto il giovane sportivo cittadellese s’è subito sparsa tra i soci dell’associazione Volo libero Montegrappa che raccoglie 250 appassionati di parapendio e deltaplano. «Flavio - racconta il presidente del sodalizio Gianluca Soncin - era da tre o quattro anni socio del nostro gruppo. Era un appassionato di volo acrobatico, una specialità che, per motivi di sicurezza, si fa sopra gli specchi d’acqua dei laghi come il Garda. Un ragazzo stupendo, siamo tutti sotto choc».

Ancor più commosso Alessio Bastianelli, un amico del giovane cittadellese: «Flavio - ricorda Alessio - era davvero un ragazzo pieno di energia e con un cuore immenso. Un amico, un pilota, uno scalatore, una persona come poche se ne possono trovare. Era capace di comunicare, comprendere e a volte perdonare, ma anche una persona che sapeva ridere e far sorridere. Condivideva passioni e a volte problemi. Amava il volo più di ogni altra cosa, lo rendeva felice e sereno. Lo ha aiutato nei momenti difficili e di stress, volando poteva superare tutto, ogni avversità e per questo resterà per sempre dentro di noi».

Nel frattempo i carabinieri della stazione di Crespano del Grappa, intervenuti sul luogo, hanno redatto un lungo verbale sull’accaduto che oggi arriverà sul tavolo del pubblico ministero di turno.

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