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Operaio infedele ruba 150 quintali di acciaio

Trevignano. Preso e denunciato dopo sei mesi di furti, bobine e lamiere nascoste in un capannone

TREVIGNANO. Sono stati rubati un po’alla volta, ma impossibile alla lunga non accorgersi che dall’azienda erano spariti ben 150 quintali di acciaio inox tra bobine e lamiere. I conti non tornavano e la causa c’era: furti avvenuti un po’alla volta per alcuni mesi. Ci sono voluti infatti sei mesi per mettere assieme un bottino “invidiabile”. Un ladro arrivato dall’esterno dell’azienda ripulita? No. In azione un dipendente, che un po’alla volta ha portato via 150 quintali di acciaio dalla 2F s ...

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TREVIGNANO. Sono stati rubati un po’alla volta, ma impossibile alla lunga non accorgersi che dall’azienda erano spariti ben 150 quintali di acciaio inox tra bobine e lamiere. I conti non tornavano e la causa c’era: furti avvenuti un po’alla volta per alcuni mesi. Ci sono voluti infatti sei mesi per mettere assieme un bottino “invidiabile”. Un ladro arrivato dall’esterno dell’azienda ripulita? No. In azione un dipendente, che un po’alla volta ha portato via 150 quintali di acciaio dalla 2F srl di Trevignano, azienda di proprietà dei fratelli Favotto che produce serbatoi in acciaio per il settore enologico e le birrerie. Venerdì i titolari, accortisi dell’importante ammanco, hanno presentato formale denuncia ai carabinieri di Volpago e c’è voluto poco per arrivare all’autore dei furti fatti a rate. Si tratta di un dipendente di trentaseienne residente a Volpago. E proprio a Volpago erano finite inizialmente bobine e lamiere di acciaio. Una volta ricevuta la denuncia e verificato che nel capannone non c’era alcun segno di effrazione, i carabinieri sono arrivati all’operaio trentaseienne grazie anche ai sospetti che avevano maturato i titolari della ditta. Così sabato i carabinieri della stazione di Volpago, identificato l’autore dei furti a rate, hanno ripercorso la strada fatta da quelle bobine e da quelle lamiere sparite mese dopo mese e hanno recuperato tutto il bottino. Quanto rubato inizialmente era stato stoccato nel capannone di proprietà di un’azienda agricola sul Montello, successivamente era stato trasferito in una ditta che ha sede a Vedelago. Ignari però i proprietari del capannone di Vedelago sulla provenienza illecita di quei 150 quintali di acciaio, pensavano che tutto fosse in regola. Bobine e lamiere di acciaio inox sono tornate nel deposito della 2F srl e l’operaio trentaseienne di Volpago del Montello è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Treviso per furto.

Enzo Favero