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La sartoria del mobile che realizza i negozi per Ferrari e alta moda

Tecnoproject cresce e inaugura la nuova sede a Riese Pio X Dal bullone al pannello laccato, tutta qualità made in Italy 

RIESE PIO X. Ferrari. Just Cavalli. Maserati. Bugatti. Il top del lusso made in Italy sceglie un’azienda trevigiana per i propri allestimenti. È la Tecnoproject di Altivole, che ora - spinta dal boom del proprio mercato - è “costretta” a cambiare sede e a trasferirsi a Riese. Tutto ciò, spiegano in azienda, «per far fronte alla crescita vertiginosa delle richieste di realizzare spazi di retail all’estero per le grandi griffe».

Tecnoproject è specializzata nella customizzazione di spazi commer ...

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RIESE PIO X. Ferrari. Just Cavalli. Maserati. Bugatti. Il top del lusso made in Italy sceglie un’azienda trevigiana per i propri allestimenti. È la Tecnoproject di Altivole, che ora - spinta dal boom del proprio mercato - è “costretta” a cambiare sede e a trasferirsi a Riese. Tutto ciò, spiegano in azienda, «per far fronte alla crescita vertiginosa delle richieste di realizzare spazi di retail all’estero per le grandi griffe».

Tecnoproject è specializzata nella customizzazione di spazi commerciali, residenze, negozi di fascia luxury per le griffe di alta moda e per i grandi marchi del settore auto. L’azienda tra fine maggio e i primi di giugno da Altivole si è trasferita a Riese in un’area di oltre cinquemila metri quadrati, triplicando la superficie produttiva. Il motivo? «La quantità delle commissioni e il bisogno urgente di disporre di una location più grande, capace di rispondere alle nuove esigenze tecniche: i 1.800 metri quadri di Altivole non bastavano più per l’azienda in continua crescita», spiega una nota.

Il titolare, Simone Pellizzari, è un giovane imprenditore che ha avuto l’intuizione di puntare su ciò che l’Italia del Nordest sa fare meglio e grazie al quale è nota in tutto il mondo: l’artigianalità mista al genio creativo. Il suo successo è aver costruito una realtà strutturata di quasi una quarantina di professionisti al suo interno che mette in relazione una pluralità di singole grandi abilità artigianali per realizzare progetti unici. «Ho sempre creduto nella nostra artigianalità – afferma l’imprenditore – è la nostra forza e orgoglio. I paesi esteri ambiscono alle creazioni perfette che riusciamo a realizzare grazie ai talenti del nostro territorio».

Un credo che ha portato Tecnoproject a conquistare, tra gli altri paesi, anche le nuove potenze commerciali come l’Arabia Saudita, la Russia e gli Stati Uniti: il mercato estero rappresenta infatti per l’azienda trevigiana il 90% del business. L’internalizzazione del lavoro è la sua essenza, Tecnoproject dalla sede trevigiana gestisce e coordina cantieri sparsi in tutto il mondo. E adesso, la nuova sede riesina diventerà così il quartier generale del made in Italy: «Qualsiasi sia la richiesta – chiude Pellizzari – da un negozio di alta moda ad hotel e sedi di rappresentanza, Tecnoproject riesce a concretizzare ogni disegno e rendere unico l’ambiente che il cliente vuole realizzare».

L’azienda è nata nel 2001, ha iniziato a lavorare per la Ferrari nel 2004. «Il nostro lavoro consiste nel progettare, fornire e arredare tutti gli store del mondo targati Ferrari e Maserati - aveva spiegato Pellizzari - si tratta di negozi di altissima qualità dove realizziamo tutto l’interno, dalla vite ai pannelli laccati. Tutto esclusivamente su misura e rigorosamente made in Italy. Anzi, tutto il materiale viene prodotto da artigiani castellani, trevigiani e vicentini, una sessantina, parte dei quali lavora quasi esclusivamente per noi».

Pellizzari dopo le superiori ha cominciato a lavorare come disegnatore di mobili. Nel 2001, alla ricerca di nuovi stimoli e possibilità professionali, assieme a un collega ha pensato di mettersi in proprio: così è iniziata l’avventura in una stanza nella casa paterna a Loria. L’inizio è stato duro. Il primo locale realizzato è stato per la Montelvini, l’Osteria al Bassanello in viale Cairoli a Treviso. Poi nel 2004 l’approccio con la Ferrari e la realizzazione del primo store alla Malpensa. «Ricordo ancora che per la preoccupazione non riuscivamo a dormire», raccontò Pellizzari. Ora non vuole più svegliarsi da questo sogno.

Fabio Poloni