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A 9 anni Celeste, di Arcade, è la baby scrittrice d’Italia

Arcade, Celeste Furlan De Marchi ha vinto il primo premio al concorso letterario nazionale “Raccontar... scrivendo”

ARCADE. Il racconto del giorno del suo onomastico la fa diventare la più brava baby scrittrice d'Italia. Celeste Furlan De Marchi, di Arcade, ha 9 anni. Ha vinto il primo premio al concorso letterario nazionale “Raccontar... scrivendo”, indetto a Recanati dall'associazione “La casetta degli Artisti”, realtà culturale attiva in più ambiti che, attraverso la competizione, vuole aprire un dialogo tra le giovani generazioni ed il poeta Giacomo Leopardi.

Un dialogo in cui Celeste si è inserita mag ...

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ARCADE. Il racconto del giorno del suo onomastico la fa diventare la più brava baby scrittrice d'Italia. Celeste Furlan De Marchi, di Arcade, ha 9 anni. Ha vinto il primo premio al concorso letterario nazionale “Raccontar... scrivendo”, indetto a Recanati dall'associazione “La casetta degli Artisti”, realtà culturale attiva in più ambiti che, attraverso la competizione, vuole aprire un dialogo tra le giovani generazioni ed il poeta Giacomo Leopardi.

Un dialogo in cui Celeste si è inserita magnificamente, strappando il primo premio ad oltre 2.500 coetanei provenienti da tutta Italia. Per lei, che frequenta la quarta B della scuola Collegio Immacolata di Conegliano, è già partita una mobilitazione da parte dei sindaci Domenico Presti, di Arcade, e Fabio Chies, di Conegliano, per accoglierla nei rispettivi municipi e tributarle il giusto plauso. E pensare che tutto, come racconta mamma Barbara, è partito per caso, direttamente da Celeste.

«Ha ricevuto in classe un avviso con le indicazioni su come partecipare al concorso, è tornata a casa e ci ha detto: “io ci provo”», spiega la madre della bambina, «è la prima volta che partecipa a qualcosa di simile e non ci aspettavamo questo risultato. Erano ormai passati due mesi dalla presentazione del tema e, in un qualche modo, non ci pensavamo più. Poi è arrivata la comunicazione ufficiale». Quei 3 mila caratteri con cui Celeste risponde al quesito del concorso - «Cosa succede nella tua famiglia alla vigilia di una ricorrenza, racconta i preparativi e l'atmosfera che si crea in casa» - avevano fatto colpo sui 22 insegnanti della commissione.

Circa 3 mila caratteri, ispirati ai versi leopardiani “or la squilla dà segno - della festa che viene...” de “Il sabato del villaggio”, in cui Celeste si racconta nei preparativi che anticipano il 14 ottobre, giorno del suo onomastico, definendosi una “sognatrice” ed aprendosi ad un racconto fatto di emozioni, sentimenti e pensieri in cui dimostra ragionamenti di una bambina che, tranquillamente, potrebbe avere qualche anno in più della sua età. Lei, al contrario, è addirittura la più piccola della classe, avendo frequentato la “primina”, ma le parole sono quasi quelle dei grandi. Parole che le hanno regalato un viaggio in una capitale europea, la Barcellona in cui tanto voleva recarsi. E chissà che anche nella città di Carlos Ruiz Zafón, la trevigiana Celeste, non trovi altre ispirazioni.