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Tre famiglie e un villaggio: a Crespano la vita nella comune “bio”

A Crespano all’ex albergo Sole il primo progetto del genere in provincia di Treviso. Sei adulti e sette bambini condividono spazi, spese, attività e un orto-giardino

CRESPANO. Arriva a Crespano del Grappa il primo eco villaggio montano della provincia di Treviso. Tre famiglie con sette bambini comprano un casolare per vivere all’insegna della condivisione degli spazi, dell’ecosostenibilità e della naturalezza. Partiamo dall’inizio.

Cos’è un eco villaggio? Se cerchiamo su Google il motore di ricerca ci catapulta subito all’inchiesta fatta nel 2016 dal settimanale “Internazionale” che titola così: “Le piccole utopie contemporanee degli eco villaggi”. Tutto ...

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CRESPANO. Arriva a Crespano del Grappa il primo eco villaggio montano della provincia di Treviso. Tre famiglie con sette bambini comprano un casolare per vivere all’insegna della condivisione degli spazi, dell’ecosostenibilità e della naturalezza. Partiamo dall’inizio.

Cos’è un eco villaggio? Se cerchiamo su Google il motore di ricerca ci catapulta subito all’inchiesta fatta nel 2016 dal settimanale “Internazionale” che titola così: “Le piccole utopie contemporanee degli eco villaggi”. Tutto comincia nel 1971, quando un professore di San Francisco, Stephen Gaskin fondò “The Farm”, il primo eco villaggio del mondo. Oggi The Farm esiste ancora e ospita più di 250 persone. I cardini: sostenibilità, condivisione, autoproduzione agricola, sensibilizzazione inter-generazionale. Alias, felicità a costo zero. Ora, veniamo a noi. Alla nostra provincia di Treviso e al suo eco villaggio che nasce a Crespano del Grappa. Si chiama “Case Bacò”.

Esiste sia la pagina Facebook che il sito internet, ma cosa più importante, esiste anche nella realtà. In via Madonna del Covolo, all’altezza dell’ex albergo al Sole, tre famiglie si sono unite per dare vita al primo eco villaggio montano della provincia. Si tratta di un eco villaggio in costruzione, composto attualmente da tre famiglie di sei adulti e sette bambini, che vogliono realizzare una coabitazione in cui sperimentare e promuovere uno stile di vita fondato su due valori. Quali valori? La condivisione, intesa come collaborazione e supporto reciproco nella quotidianità e nel percorso di vita. Dal punto di vista pratico questo avviene anche attraverso l’uso comune di spazi, tempi, beni e competenze. Ancora l’ecologia: intesa come consapevole relazione con l’ambiente, sia a livello locale che globale. Importanti sono le azioni pratiche come l’autoproduzione, il riciclo, il riuso, l’utilizzo e la produzione di energie rinnovabili.

Racconta Erica Beccaria, una delle fondatrici dell’eco villaggio: «Abbiamo trovato un edificio da ristrutturare, davanti all’ex albergo al Sole, in bioarchitettura con spazi comuni e un giardino-orto dove nei prossimi mesi inizieremo la nostra esperienza».

Un’esperienza che le tre famiglie hanno già iniziato da circa una settimana, il 27 maggio per l’esattezza. Sono Luca e Erica, Sara e Roberto, Anna e Claudio i genitori e fondatori di Case Bacò. Sara fa il medico, specializzata in immunologia, ha alle spalle due anni di lavoro in Congo. Roberto è un architetto specializzato in bioedilizia e appassionato di montagna, Claudio è un ex docente dello Iuav di Venezia, ora fa il paesaggista, Anna è sociologa. Luca e Erica: una vita dedicata all’Ecuador e al cooperativismo, il primo educatore, lei operatore socio sanitario. Da poco è iniziata la loro sfida. La scorsa settimana hanno inaugurato i giardini dell’eco villaggio, plesso sud dell’ex albergo al Sole, che le tre famiglie hanno comprato in parte, dopo dieci anni di co-housing in un borgo lì vicino. Il cantiere di per sé, è ancora aperto. Ma in pochi mesi le famiglie vi si trasferiranno a tutti gli effetti.

E con loro i bambini, che si stanno già abituando alla vita comunitaria, alla condivisione degli spazi, al gioco insieme, ai compiti insieme. All’inaugurazione del giardino, il famoso “déjeuner sur l’herbe”, avvenuto il 27 maggio scorso, c’erano tutti i bambini del quartiere Madonna del Covolo, e molti amici e curiosi del paese.

«Questo è il tipo di inserimento che noi vediamo per il nostro eco villaggio», spiega Erica Beccaria, «cercare di coinvolgere la popolazione trasmettendo, nei canoni della convivialità perduta, valori come la solidarietà generazionale, l’ecosostenibilità, l’autoproduzione, l’informazione consapevole».