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Festa in città, sono arrivati i primi fanti a Vittorio Veneto

Vittorio Veneto. Ieri pomeriggio l’ingresso dei “pellegrini della memoria” al Raduno nazionale dei fanti, giunti a piedi seguendo la linea del Piave

VITTORIO VENETO. Il viale della Vittoria è in mano ai fanti. Da questo ingresso arrivarono i soldati italiani che cento anni fa liberarono la città. Ieri si sono installate, con i loro stand, cucine da campo comprese, le sezioni di Santa Lucia di Piave, Bavaria, Cavaso del Tomba, Cimadolmo. Dalla Liguria i primi avamposti; ogni regione italiana, infatti, sarà presente al 34mo raduno nazionale.

Le strade sono imbandierate, alle finestre dei palazzi sono appesi centinaia di tricolori, a cominci ...

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VITTORIO VENETO. Il viale della Vittoria è in mano ai fanti. Da questo ingresso arrivarono i soldati italiani che cento anni fa liberarono la città. Ieri si sono installate, con i loro stand, cucine da campo comprese, le sezioni di Santa Lucia di Piave, Bavaria, Cavaso del Tomba, Cimadolmo. Dalla Liguria i primi avamposti; ogni regione italiana, infatti, sarà presente al 34mo raduno nazionale.

Le strade sono imbandierate, alle finestre dei palazzi sono appesi centinaia di tricolori, a cominciare da Ceneda. Solo gli ex edifici militari sono spogli. Per tutta la mattinata di ieri gli operai municipali si sono adoperati intorno alle ultime aiuole. Grande commozione, ieri pomeriggio, verso le 16, quando i “pellegrini della memoria” hanno concluso il loro itinerario dal Grappa a Vittorio Veneto, lungo il Piave. Li hanno accolti, in piazza del Popolo, il sindaco Roberto Tonon e gran parte della giunta, alla presenza dei massimi dirigenti dell’Associazione dei fanti. «Siate i benvenuti nella città santa dove è scoppiata la pace. Onoriamo con voi i 359 mila caduti che qui rappresentate». Il gruppo portava un tricolore, inalberato lungo tutti i 100 chilometri percorsi a piedi. La bandiera è stata issata vicino al monumento dei caduti «e fa rivivere – come ha detto il presidente provinciale Pietro Prete – quei nostri eroi caduti cent’anni fa e che avrebbero desiderato, pure loro, di arrivare fino a Vittorio Veneto».

All’ingresso del municipio campeggia il labaro dell’Associazione dei fanti. Ieri sera, lungo viale della Vittoria, la rappresentazione di alcune storie di umanità vissute dalla popolazione civile nelle retrovie della guerra. Questa mattina il centro città sarà chiuso. Alle 9 l’alzabandiera e poi, al Museo della Battaglia, sarà concessa la cittadinanza onoraria alla Sassari e ad altre brigate. Nel pomeriggio la messa in piazza del vescovo Corrado Pizziolo, a seguire l’inaugurazione del memoriale in piazza Medaglie d’oro e in serata un o spettacolo al teatro Da Ponte. Domani la sfilata. E tra i fanti marceranno anche studenti trevigiani.

La città si presenta al meglio, con la riqualificazione di piazza Medaglia d’oro, la sistemazione del palazzo Quadrilatero, la “bonifica” del sottopasso pedonale di San Gottardo, il rifacimento di due gazebo ai giardini pubblici, l’installazione di quattro totem informativi, la pulizia delle fontane, i marciapiedi colorati con la colomba della pace, la collocazione di ben duemila piantine nelle aiuole (peccato soltanto per quell’erba alta dimenticata vicino alla stele che ricorda i cavalieri di Vittorio Veneto), la decorazione della fontana di piazza del Popolo, la distribuzione di 500 bandiere, la segnaletica orizzontale nuova di zecca. Per settimane è stato mobilitato tutto il personale.

Applaudono anche gli alpini dell’Ana, che stanno perfezionando la preparazione del loro raduno, a metà giugno. Alpini, però, che sono preoccupati: continuano infatti i tentativi di truffa e di vendita di materiale per il raduno a cura di personaggi che con gli alpini non hanno nulla a che vedere. Stanno cercando di vendere ad attività commerciali e a privati stock di bandiere a 20 euro presentandosi come delegati degli alpini. La sezione Ana ovviamente smentisce che i suoi alpini vadano in giro a chiedere soldi per i gadget che invece sono disponibili presso la sede della sezione in viale Trento e Trieste in stazione ferroviaria. L’invito dunque a tutti i vittoriesi è quello di diffidare di chi fa proposte di vendita del genere.