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Candelotti nell’erba a Oderzo, arrivano gli artificieri

Trovati a bordo strada a Faè di Oderzo, è giallo: carabinieri e polizia sul posto, lo spettro di Unabomber è ancora vivo nella memoria

ODERZO. Un involucro ben confezionato, legato accuratamente con dello spago e avvolto in carta colore marrone. Se era uno scherzo, certamente ben fatto. Se l’oggetto doveva servire come avvertimento, decisamente di cattivo gusto.

È giallo sul ritrovamento, domenica mattina, di un oggetto che ha richiesto l’arrivo sul posto della squadra artificieri della polizia e di una pattuglia dei carabinieri di Oderzo. Un pacchetto con dei cilindri cavi legati tra loro, da sembrare autentici candelotti. Il manufatto era composto da sei tubi di plastica, della lunghezza di circa 20 centimetri legati tra di loro e avvolti dalla carta.

Fortunatamente, nessun rischio per l’incolumità delle persone: l’involucro conteneva sei tubi in plastica, accuratamente avvolti in carta di colore marrone e legati da uno spago. Ma i candelotti erano tali solo all’esterno perché vuoti all’interno: non contenevano, insomma, materiale esplosivo.

L’episodio è accaduto domenica mattina, poco dopo le dieci. L’allarme ha fatto scattare la procedura di emergenza. Alcuni passanti li hanno trovati lungo la strada, via Fraine a Faè di Oderzo. Increduli, si sono ben guardati dall’avvicinarsi e hanno immediatamente chiamato i carabinieri, che non hanno sottovalutato la segnalazione. Una volta giunta sul posto, la pattuglia dell’arma ha ritenuto di fare intervenire una squadra di artificieri della polizia di Stato, che ha raggiunto la località di Faè in meno di un’ora. Rimosso con le dovute cautele l’involucro, gli artificieri hanno compreso che non vi fosse presenza di materiale esplosivo. L’oggetto, insomma, era assolutamente innocuo. Ma nell’Opitergino Mottense è ancora viva la tensione per Unabomber, il misterioso attentatore che negli anni Novanta aveva terrorizzato la zona a cavallo delle province di Treviso, Pordenone e Venezia, senza peraltro mai essere stato individuato con certezza.

Posto sotto sequestro dagli artificieri, l’involucro sarà ora esaminato dai laboratori di polizia per capirne di più. Diverse le ipotesi che fanno gli investigatori: che si tratti di un potenziale ordigno atto ad offendere, non completato; che si tratti di un mazzetto di botti da fuochi d’artificio svuotato del contenuto; oppure, nella peggiore delle ipotesi, che si sia trattato di un gesto “intimidatorio”, di un messaggio insomma per impressionare il territorio.

Tutte le ipotesi sono aperte, i carabinieri stanno esaminando anche le telecamere di sorveglianza poste nei crocevia delle strade vicino per cercare di identificare tutte le auto che sono transitate per quella zona nelle ore precedenti a domenica mattina.


 

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