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A Treviso ecco la lista Zaia-Gentilini «Tolleranza doppio zero»

Treviso. Il governatore scopre il simbolo rosso e oro: «Treviso tornerà una bomboniera» E lo Sceriffo predica: «Dio, patria e famiglia». In corsa anche l’ex grillino Gnocchi

TREVISO. I colori sono quelli della Regione, oro e rosso, ma quest’ultimo è più spento di quello dogale. Campeggiano i nomi Zaia e Gentilini, fra loro quello di Mario Conte.

Il logo della lista più attesa, debuttante così ingombrante da turbare la stessa Lega per il potenziale assoluto e all’interno della coalizione, è stato svelato ieri a San Tomaso da i due big, con il candidato sindaco Mario Conte e lo stato maggiore della Lega, eccezion fatta per Gobbo.

Non l’avrebbe voluta con il nome di Gentilini, il 90 per cento del Carroccio trevigiano. Ma il blitz del governatore, assistito dal baffo di Toni Da Re, ha messo gli anti- Gentilini nell’angolo. Ma ieri c’erano tutti, a battezzare la creatura, benedicendo anche lo Sceriffo. Sembra ieri, che fra Gentilini e Coin, fra Gentilini e Conte, fra Lega e Sceriffo, fra Gobbo e Sceriffo volavano insulti e maledizioni, veti e strali sarcastici.

Gentilini in piazza a Treviso con Zaia e Conte: "Ci aspetta una nuova era" TREVISO. Dal gelo siberiano al sole delle Alpi. Dalla piazza, un Giancarlo Gentilini in versione poetica dà il suo appoggio incondizionato a Mario Conte, candidato alle amministrative di Treviso del centrodestra. Al suo fianco anche il presidente della Regione Luca Zaia. "Dobbiamo tornare al sole delle Alpi, che splenderà su Treviso", ha detto l'ex sindaco di Treviso, "Basta all'attuale gelo siberiano che sta colpendo Treviso. Avete sbagliato una volta, non fatelo ancora. Avete in mano un'arma potentissima, il voto"


Se Zaia e Da Re hanno creato il colpo di scena, la politica e la disciplina di partito hanno fatto il resto, alla faccia di quella Lega 2020 che vorrebbe chiudere i conti con lo Sceriffo. Ieri, quasi luna di miele, con un vago accenno del segretario provinciale Coin («Percorso travagliato e difficile, ma ora c’è un offerta alternativa, l’intero centrodestra unito»). Capolista sarà Gentilini. Ci saranno, in quota Sceriffo, Sandro Zampese e Bepi Basso, Pierantonio Fanton (sceso sull’Aventino) Armando Mazzobel, Fabio Capraro e Marinella Socal. In bilico Renosto e Zanini, gli ex Pdl. In quota Zaia (e Lega) gli ex consiglieri comunali Mirco Visentin e Toni Dotto, e ancora Wally Grada, direttrice Ipab; Lavinia Colonna Preti e Lisa Babolin. Potrebbero star fuori (scelta personale) l’ex assessore Pimpolari e l’ex consigliere Pdl Giampietro Aloisi.

E – sorpresa – ci sarà Alessandro Gnocchi, già candidato sindaco dei 5 stelle nel 2013, ora nel gruppo misto . C’era attesa per le parole di Gentilini, già richiamato all’ordine dopo le esternazioni alla Zanzara. «Popolo leghista, l’orologio delle torre segna la mezzanotte, è finito il tempo della dittatura bolscevica, l’alba porterà il sole delle Alpi a scaldare la nostra città», ha esordito, «e voi cittadini avete l’arma micidiale, da usare come un pugnale per infliggere un colpo nel magma della sinistra. Non sbagliate più, come avete fatto 5 anni fa, pensateci bene: io ci sono sempre, anche se adesso consegno il futuro a Mario Conte».

Con quello che chiama il suo triplo Vangelo («Dio, patria e famiglia; ordine, disciplina e rispetto delle regole; prima i trevisani, dopo ke altri», che scatena l’applauso e l’indicazione dell’ultimo illustre allievo dello Sceriffo, Salvini («Ora ha imparato anche lui). Pollicioni. e trionfale «Vincere, e vinceremo».

Zaia, vero padrone di casa - scena tutta per lui e Gentilini, ricercatissimo dalle donne – ha parlato di «campagna costruttiva, propositiva». Fra i temi, primo posto alla sicurezza, «Tolleranza doppio zero». «Vedo che i l comune ha 90 vigili, con noi non multeranno cittadini e negozianti per una borsetta fuori posto, ma controlleranno a tappeto gli immigrati, non si di cosa vivono, non lavorano..a casa subito chi non è in regola». E ancora. «Le donne devono uscire senza preoccuparsi di venir prese di mira, a qualsiasi ora»). Infine l’appello ai cittadini: «Votate, anche a giugno, con il caldo: Treviso deve tornare la bomboniera che era con Gobbo e Gentilini».

Anche Conte avverte: « Non si va al mare, quel giorno, va bocciata l’amministrazione uscente». Chiede a Gentilini «l’onore di poter utilizzare il suo Vangelo». E ringrazia i «padrini cioè Zaia, Da Re Coin e Gobbo», di cui «è orgoglioso, non come Manildo che deve nascondere Renzi, il suoi padrone»). Promette che «tutti cittadini avranno pari dignità che abitino in periferia o in centro»; assicura «di cacciare subito chi spaccia e fa accattonaggio», e aggiunge; «inammissibile che l’accoltellatore sia tornate in caserma Serena, con noi quello viene rispedito a casa sua»).

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