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Caerano, “ruba” l’auto per la fuga d’amore: i genitori la pestano

Caerano, parte con la macchina del papà per un weekend con il fidanzato senza chiedere il permesso. Al ritorno viene rimproverata e picchiata, lei li denuncia

CAERANO. Al rientro dalla “fuitina” d’amore, dopo un weekend con il fidanzatino sudamericano, una ragazza, che all’epoca dei fatti aveva soltanto vent’anni, fu picchiata dai genitori e dal fratello minore. L’aggressione scattò al rientro a casa, dopo tre giorni di silenzio assordante, che aveva notevolmente impensierito mamma e papà. I genitori l’avevano tempestata di chiamate e messaggi al cellulare, ai quali però seguì soltanto il silenzio.

Il timore che alla ragazza fosse successo qualcosa ...

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CAERANO. Al rientro dalla “fuitina” d’amore, dopo un weekend con il fidanzatino sudamericano, una ragazza, che all’epoca dei fatti aveva soltanto vent’anni, fu picchiata dai genitori e dal fratello minore. L’aggressione scattò al rientro a casa, dopo tre giorni di silenzio assordante, che aveva notevolmente impensierito mamma e papà. I genitori l’avevano tempestata di chiamate e messaggi al cellulare, ai quali però seguì soltanto il silenzio.

Il timore che alla ragazza fosse successo qualcosa di grave era salito ad un livello tale che, quando rientrò a casa con l’atteggiamento tipico di chi non capiva il motivo di tanta apprensione scatenò la reazione, forse spropositata, dei genitori. Volarono infatti schiaffi, pugni e calci che procurarono alla ragazza una serie di traumi giudicati guaribili in 40 giorni dai medici dell’ospedale. La giovane si presentò qualche giorno dopo con il certificato medico dai carabinieri di Montebelluna e sporse denuncia per lesioni aggravate e violenza privata per essere stata costretta a non uscire di casa per qualche giorno.

Il caso, avvenuto a Caerano San Marco, è approdato davanti al giudice delle udienze preliminari che ha disposto il rinvio a giudizio dei due genitori, il padre di 53 anni e la madre di 44 anni (difesi dall’avvocato Giuseppe Pio Romano).

I fatti risalgono a qualche tempo fa quando la ragazza, ventenne, un weekend decise di prendere l’auto del padre, a sua insaputa, e andare a trascorrere fuori casa un weekend con il fidanzato. I genitori, naturalmente, vedendo che verso sera la ragazza non rientrava e non rispondeva nemmeno alle loro chiamate al cellulare si preoccuparono notevolmente senza sapere che il silenzio si sarebbe protratto per tre giorni e tre notti. Fino al lunedì mattina quando, con estrema naturalezza, ritorna a casa riconsegnando la macchina al padre. Da lì lo sfogo verbale e fisico dei genitori. Il processo inizia il prossimo dicembre davanti al giudice monocratico. In quella sede i genitori dovranno difendersi dalle accuse di lesioni personali e violenza privata.