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Il postino a giorni alterni «Così muore la comunità»

La presidente dell’Associazione comuni della Marca attacca Poste Italiane  Appello alla Regione: «Spesso l’ufficio postale è l’ultimo presidio sociale attivo»

«Quando si colpisce il servizio postale, si ferisce qualcosa di più di un servizio essenziale alla popolazione: si dà un colpo mortale a molte piccole comunità dove la Posta resta spesso l’ultimo presidio sociale attivo. Volete far morire i piccoli centri? Allora togliete pure il servizio postale». Mariarosa Barazza, presidente dell’Associazione Comuni della Marca e da poche settimana anche referente regionale per l’Anci Veneto dei piccoli Comuni critica duramente la decisione di Poste Itali ...

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«Quando si colpisce il servizio postale, si ferisce qualcosa di più di un servizio essenziale alla popolazione: si dà un colpo mortale a molte piccole comunità dove la Posta resta spesso l’ultimo presidio sociale attivo. Volete far morire i piccoli centri? Allora togliete pure il servizio postale». Mariarosa Barazza, presidente dell’Associazione Comuni della Marca e da poche settimana anche referente regionale per l’Anci Veneto dei piccoli Comuni critica duramente la decisione di Poste Italiane di ridurre il servizio di consegna della corrispondenza in 25 Comuni trevigiani. Per Barazza è l’anticamera per un nuovo tentativo di chiusura degli sportelli postali periferici, dopo quello del 2015 quando la società dovette fare marcia indietro su ordine del Tar.

Poste Italiane fa sapere di avere già preso contatti sia con l’Anci che con la Regione per avviare un tavolo di confronto sulla riorganizzazione annunciata in questi giorni e che coinvolgerà 25 Comuni nella Marca. «C’è la massima disponibilità a spiegare a tutti gli enti coinvolti le ragioni che hanno portato a questa nuova organizzazione del sistema di consegna», fanno sapere dall’azienda. Anche Barazza però ha preso carta e penna in mano per scrivere alla Regione Veneto, all’assessore alle Politiche sociali Manuela Lanzarin, chiedendole di riattivare immediatamente il Tavolo di confronto regionale in materia, al quale partecipa l’Associazione dei Comuni.

«Il Tavolo è fermo da un anno e, a fronte di questi nuovi fatti preoccupanti, va convocato subito», puntualizza la presidente dell’Associazione Comuni della Marca Trevigiana, «rimango sconcertata dal modus operandi di Poste Italiane: queste decisioni prese senza nessun confronto con il territorio indicano ancora una volta la mancata consapevolezza dell’azienda che quello che ha in gestione è prima di tutto un servizio pubblico, non un business privato. Sembra che ogni tanto se lo dimentichi, e noi siamo qui per rammentarglielo: le decisioni che riguardano il territorio non devono mai più essere calate sulla testa dei sindaci senza che nessuno si sia preso la briga di informarli. È una modalità non seria e poco corretta sul piano dei rapporti istituzionali». Nella lettera viene evidenziato come un processo di riorganizzazione della consegna della corrispondenza cartacea non possa non tenere conto che l’erogazione del servizio pubblico deve avvenire in modo continuativo ed efficace a favore delle fasce più deboli della popolazione.

Nel 2016 Poste Spa aveva perso il ricorso, fatto da 12 Comuni trevigiani sui 13 nei quali era prevista la chiusura arbitraria di un ufficio postale periferico, proprio in base al fatto che non era stata fatta un’accurata istruttoria, «comprensiva anche della fase di necessaria interlocuzione con gli enti locali interessati, e richiede una motivazione idonea a dar conto, oltre che degli esiti di detta interlocuzione, anche delle specificità della situazione locale, risultando al tal fine insufficiente sia un rinvio generico e standardizzato ad atti quali il piano di intervento». Così si legge nelle motivazioni della sentenza 6712/2016 del Tar del Lazio.

Grazie all’impugnazione fatta nel 2016 per conto dei Comuni di Borso del Grappa, Codognè, Follina, Fonte, Giavera del Montello, Godega di Sant’Urbano, Maserada sul Piave, Nervesa della Battaglia, San Zenone degli Ezzelini, Sarmede, Valdobbiadene e Vedelago, e coordinata dall’Associazioni Comuni della Marca Trevigiana, sono rimasti aperti gli sportelli postali di Semonzo, Cimetta, Valmareno, Fonte Alto, Santi Angeli, Pianzano, Candelù, Bavaria, Ca’ Rainati, Montaner, San Pietro in Barbozza e Cavasagra. Dunque non accenna a placarsi la polemica e ora sarà decisivo l’incontro tra Poste e Anci.

Giorgio Barbieri

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