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Foto hot dell’allieva: prof di Treviso sotto inchiesta per pedopornografia

Treviso. Dopo aver patteggiato davanti al gip due mesi e 10 giorni per tentativo di atti sessuali  con una minore l’ex docente trevigiano in tribunale a Venezia per il caso delle immagini osè

TREVISO. Dopo il patteggiamento per tentativo di atti sessuali con minori, ora anche un’inchiesta aperta dalla procura di Venezia per detenzione di materiale pedopornografico. Ha patteggiato due mesi e 10 giorni di reclusione il prof di materie letterarie di un liceo di Treviso accusato di tentativo di atti sessuali con una minorenne, sua allieva. Un caso scoppiato lo scorso ottobre quando la madre della ragazza, analizzando di nascosto i messaggi e le chat della figlia nel cellulare, s’era accorta che tra quest’ultima ed un suo insegnante, poco più che cinquantenne, erano intercorsi messaggi piuttosto “piccanti” con addirittura un invio di immagini della ragazza in abbigliamento succinto e pose discinte.

Un fatto questo che aveva costretto la procura distrettuale di Venezia, dopo la denuncia dei genitori della ragazza, ad aprire un fascicolo nei confronti dell’insegnante con l’ipotesi di reato di detenzione di materiale pedopornografico.

Stando a quanto s’è appreso, la procura della repubblica di Venezia, competente per i reati di pedopornografia, aveva chiesto l’archiviazione, ma il procedimento per detenzione di materiale pedopornografico non è stato ancora archiviato in quanto all’epoca i genitori (assistiti dall’avvocato Stefano Pietrobon) s’erano opposti all’archiviazione. Pende infatti davanti ad un gip del tribunale di Venezia il procedimento. Starà infatti al giudice delle indagini preliminari veneziano decidere, durante l’udienza di opposizione alla richiesta di archiviazione, di decidere se mandare avanti il procedimento o chiuderlo definitivamente.

Nel frattempo il docente (difeso dagli avvocati Alfonso Distaso e Federico Vianelli) s’è dimesso dall’insegnamento, dopo essersi inizialmente messo in aspettativa per evitare eventuali misure cautelari del gip.

L’indagine era stata innescata nell’estate scorsa dalla denuncia dei genitori della ragazzina che si erano accorti di un fitto scambio di messaggi tra la figlia e il docente, iniziato durante il mese di agosto. Oltre ai messaggi, i genitori avevano scoperto anche che la figlia aveva inviato al prof delle fotografie in pose osè. Un fatto questo che ha li ha indotti a rivolgersi alla polizia. Il pubblico ministero Mara De Donà, che ha coordinato le indagini, aveva disposto la perquisizione dell’abitazione dell’insegnante ed il sequestro di computer e cellulare, chiedendo al gip Bruno Casciarri la misura cautelare la sua sospensione dall’insegnamento. Una richiesta respinta dopo che il docente s’era messo in aspettativa, evitando così l’adozione di eventuali misure cautelari.

Gli agenti avevano passato al setaccio i messaggi e, soprattutto, le gallerie fotografiche per capire quali foto gli avesse inviato la ragazzina e, soprattutto, se l’avesse fatto di sua iniziativa o su richiesta dell’uomo.

Tutto materiale che era stato poi trasmesso

di competenza anche alla procura distrettuale di Venezia ipotizzando il reato di detenzione di materiale pedopornografico per quelle fotografie che ritraevano la sua allieva senza veli. Procedimento ancora aperto, seppur la procura abbia chiesto l’archiviazione.

 

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