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Alpini al voto a Conegliano: plebiscito per Gino Dorigo

Conegliano. Eletto il successore di Benedetti: guiderà trenta gruppi e oltre 5600 penne nere. Delusione per la riforma del Terzo settore, adesso si guarda all’adunata di Trento

CONEGLIANO. «In questo momento mi sento come una casa in costruzione dove i valori alpini trasmessi dalla mia famiglia sono le fondamenta e le colonne portanti sono i miei capigruppo e i miei alpini». Commosso, quasi fino alle lacrime, Gino Dorigo ha assunto il comando della sezione Ana di Conegliano. Ben 5657 tra ‘veci’ e ‘bocia’, distribuiti in 30 gruppi. Dorigo è di Soligo, ha 45 anni, sposato con 2 figli, lavora nell'azienda di famiglia nel settore del mobile.

E’ stato eletto quasi con un plebiscito dall’assemblea sezionale svoltasi ieri mattina al ‘Dina Orsi’ di Conegliano, dopo gli ha passato la stessa Giuseppe Benedetti, presidente per due mandati. Alpino del Battaglione Tolmezzo nella caserma Feruglio di Venzone, Dorigo era fino a ieri il vice di Benedetti. Una giovane vita, la sua, dedicata al volontariato, tanto che si è ripromesso, dopo di aver incontrato i gruppi nelle rispettive sedi, di verificare con ciascuna amministrazione comunale come gli alpini dell’Ana possano mettersi a servizio delle singole comunità in forma ancora più generosa, magari coinvolgendo anche il resto del volontariato. E a questo riguardo, l’assise di ieri (con più di 400 presenze) è stata attraversata da un severo monito alle forze politiche da parte del vicepresidente nazionale vicario Giorgio Sonzogno (era presente anche il generale Renato Genovese, del gruppo dirigente nazionale).

«Debbo manifestare una grande delusione – ha sottolineato il più stretto collaboratore di Sebastiano Favero, presidente generale – per come la riforma del Terzo Settore ha tradotto in merito volontariato, presso le diverse associazioni, quella proposta di servizio civile obbligatorio che l’Ana aveva avanzato». Per il momento, infatti, non è scattato il progetto di leva civile che avrebbe portato in caserma 6 mila giovani per 6 mesi l’anno. Giovani da addestrare non alle armi ma ai più diversi servizi, a cominciare dalla protezione civile. Delusione a parte, gli alpini hanno preso atto, dal bilancio tracciato da Benedetti di un triennio di presidenza particolarmente vivace, con l’istituzione del museo all’alpino, nella sede di San Martino e con l’organizzazione del raduno triveneto che ha portato in città 80 mila alpini. Momenti – questi ed altri – che sono stati ricordati anche da Floriano Zambon, già sindaco, e pure lui dell’Ana. L’assemblea ha provveduto all’elezione anche del nuovo consiglio sezionale.

E’ composto di Nicola Stefani, ‘la voce’ delle adunate nazionali dell’Ana (la prossima, in maggio, a Trento), Gino Ceccherini, Alessandro Cenedese, Lorenzo Battistuzzi, Lucio Poletto, Vittorino Zanetti e Luigi Perencin. Per festeggiare l’elezione del loro iscritto alla presidenza della sezione, gli alpini di Soligo hanno improvvisato, al termine dell’assemblea, un banchetto con soppressa, salame e formaggio, innaffiati di prosecco. L’assalto è stato immediato. E tutti si sono dati appuntamento in riva all’Adige, a Trento, invitati dal coordinatore dell’adunata, Genovese di Vittorio Veneto.


 

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