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Otto utilities insieme per vincere bandi europei e nazionali

Nasce Tune Veneto dalla collaborazione fra Asco, Ats Contarina, Savno, Piave Servizi, Ater, Mom e Valpe

TREVISO. I termini che vanno per la maggiore sono «insieme» e «rete». Qualcuno elogia il superamento dei campanili, tanti sottolineano «il modello unico» a livello nazionale e la trasversalità politica (Lega-Forza Italia-Pd) di un’operazione che i promotori battezzano come «salto culturale». Quasi fosse una Große Koalition delle aziende pubbliche.

Nasce “Tune Veneto”, aggregazione di otto utilities: obiettivo intercettare fondi europei, nel rispetto della legge 33 del 2009. L’acronimo significa “Territory utilities network” e il riferimento alla regione fa intendere la volontà, già manifestata con l’inserimento dei bellunesi di Valpe Ambiente (rifiuti), di ampliare gli orizzonti oltre i confini della Marca. Un bacino che raggiunge 1 milione di cittadini, spaziando dalla gestione rifiuti al servizio idrico integrato, dalla mobilità all’erogazione di gas: Ascotrade, Alto trevigiano servizi, Contarina, Savno, Piave servizi, Ater Treviso, Mom-Mobilità di Marca e appunto Valpe Ambiente. Una rete che presto accoglierà Asco Tlc, nonché due soggetti del Veneziano e Pordenonese legati alla mobilità.

«Mettersi insieme in Veneto non è scontato, tanto che fino a due anni fa non ci parlavamo nemmeno», afferma Stefano Busolin, presidente Ascotrade e capofila dell’operazione, «Questo è un salto culturale: facciamo squadra per il futuro del nostro territorio».

Si tratta di un accordo unico nel suo genere in Italia: “Tune Veneto” non si limiterà ai bandi europei, guardando pure a Venezia e Roma.

Un progetto sinergico che seguirà tre direttrici: Digital Platform-Big Data, Building Retrofit e Smart Mobility. In altre parole, la ricerca dei finanziamenti mirerà alla mobilità elettrica (e-mobility), all’efficientamento energetico degli edifici e alla digitalizzazione dei servizi (consentendo al cittadino di non essere solo consumatore passivo, ma anche parte attiva nei processi produttivi). Con un occhio di riguardo per il “waste to energy”, ovvero la creazione di energia da un rifiuto.

«Questo è il frutto di due anni di lavoro», prosegue Busolin, «Dovevamo adeguarci ai tempi e trovare soluzioni per permettere agli utenti di spendere meno. Abbiamo già coinvolto Belluno, ma la nostra ambizione è diventare riferimento dell’intera regione».

E non solo, considerando l’imminente liaison con un’azienda friulana.

Sullo spessore della collaborazione pone l’accento Raffaele Baratto, presidente Alto trevigiano servizi (Ats) e neodeputato nelle file di Forza Italia: «Fondamentale lavorare insieme per costruire qualcosa d’importante».

Alessandro Bonet (Piave Servizi) sottolinea un altro aspetto: «Tune come antidoto ai carrozzoni». La Provincia, che

ospita il varo dell’accordo, è stata regista dell’iniziativa, favorendo il dialogo fra le diverse società: «Abbiamo agito da coordinatori, ogni nuova rete garantisce nuove opportunità», conclude il presidente Stefano Marcon.

Mattia Toffoletto

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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