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Fibra si estende, pronti i 200 mega

Telecom avvia il potenziamento in 29 comuni. Open Fiber lavora per i mille mega

I passi in avanti ci sono. La fibra ottica, perlomeno in alcune aree, non è più un miraggio. La Marca sta facendo dei passi in avanti e la banda ultralarga è sempre più realtà. Mentre prosegue il programma regionale, legato al Piano nazionale per lo sviluppo della banda larga – che attraverso un piano di oltre 50 milioni di euro vuole diffondere le reti di proprietà pubblica, disponibili per l'attivazione del servizio da parte degli operatori – anche le aziende private stanno infatti provand ...

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I passi in avanti ci sono. La fibra ottica, perlomeno in alcune aree, non è più un miraggio. La Marca sta facendo dei passi in avanti e la banda ultralarga è sempre più realtà. Mentre prosegue il programma regionale, legato al Piano nazionale per lo sviluppo della banda larga – che attraverso un piano di oltre 50 milioni di euro vuole diffondere le reti di proprietà pubblica, disponibili per l'attivazione del servizio da parte degli operatori – anche le aziende private stanno infatti provando a fare la propria parte. Il tutto, ovviamente, secondo le regole del mercato, che non possono accontentare "tutti e subito". Ma l'obbiettivo generale resta quello di raggiungere l'80% delle famiglie.

In questi giorni delle buone notizie arrivano in particolare per una trentina di comuni della Marca, che possono sorridere. Nei loro territori, infatti, Telecom ha annunciato – ed in parte già attuato – lo sviluppo delle infrastrutture della fibra esistenti. Di fatto un vero e proprio raddoppio nella potenza, passando da 100 a 200 Mega. Il tutto, rispetto al passato, anche con interventi meno invasivi (che non necessitano del rame, come la vecchia Adsl, materiale che degradava il segnale in base alla distanza) e, cosa ancor più rilevante, con una possibilità di sviluppo - in fututo - fino ai 300 Mega.

Segnale lampante dell'arrivo della fibra, ovviamente, gli armadi stradali presenti nelle vie, a cui deve seguire la stipula o l'aggiornamento del contratto con un operatore telefonico da parte delle famiglie.

Quanto si prospetta, insomma, è una sorta di smart city diffusa, efficiente per i cittadini ed appetibile per le imprese.

Lo "zoccolo duro", attualmente, si trova in 29 comuni: Treviso, Conegliano, Montebelluna, Castelfranco, Mogliano, Vittorio Veneto, Oderzo, Preganziol, Paese, Pieve di Soligo, Motta di Livenza, Spresiano, Zero Branco, Resana, Santa Lucia di Piave, Susegana, Caerano San Marco, Istrana, Casale sul Sile, Casier, Volpago del Montello, Riese Pio X, Povegliano, Villorba, Valdobbiadene, Arcade, San Pietro di Feletto, Portobuffolè, Roncade.

Tutte realtà in cui, appunto, le infrastrutture di Tim sopportano i 200 Mega.

Oltre a tutto ciò, dallo scorso dicembre nel capolugo stanno però proseguendo delle ulteriori migliorie. Open Fiber, società compartecipata da Enel e Cassa Depositi e Prestiti, sta infatti continuando nei lavori per far raggiungere 32 mila unità immobiliari trevigiane dalla fibra ottica a 1000 Mega (già presente, ma con Tim, a Padova, Verona, Vicenza e Venezia). 11 milioni di euro l'investimento diretto per la copertura pressochè capillare della città. Anche Treviso e la Marca provano quindi a stare al passo con i tempi e, soprattutto, le esigenze della popolazione. Quel che pare certo è che la situazione – anche per gli altri 66 comuni della Marca, perlopiù costretti alla vecchia Adsl – si sia in un qualche modo sbloccata rispetto al passato. Sindaci ed imprese, in tutto ciò, giocano un ruolo chiave.

Alessandro Bozzi Valenti

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