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Morì in un incidente, condannato l’amico

Un anno e sei mesi e sospensione della patente per 4 anni al conducente dell’auto in cui si trovava lo studente del Turazza

È stato condannato ad un anno e sei mesi di reclusione per omicidio colposo e a quattro anni di sospensione della patente Rigert Ismailaj, il 23enne di origine albanese, residente a Trevignano, che aveva provocato la morte del 23enne Leonard Muca, ex studente del Turazza residente a Borgo Mestre, uscendo di strada con la vettura che guidava e di cui la vittima era passeggero, al termine di un sorpasso azzardato. La sentenza è stata pronunciata ieri dal giudice Angelo Mascolo che ha accolto q ...

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È stato condannato ad un anno e sei mesi di reclusione per omicidio colposo e a quattro anni di sospensione della patente Rigert Ismailaj, il 23enne di origine albanese, residente a Trevignano, che aveva provocato la morte del 23enne Leonard Muca, ex studente del Turazza residente a Borgo Mestre, uscendo di strada con la vettura che guidava e di cui la vittima era passeggero, al termine di un sorpasso azzardato. La sentenza è stata pronunciata ieri dal giudice Angelo Mascolo che ha accolto quasi in toto le richieste – un anno e otto mesi - del Pubblico Ministero e le argomentazioni dell’avvocato Andrea Piccoli, il legale che rappresenta uno dei fratelli della vittima, che si è costituito parte civile e a cui il il tribunale ha anche riconosciuto a titolo di risarcimento una provvisionale immediatamente esecutiva di 50mila euro. La condanna avrà effetti anche sul fronte civile di fronte al muro eretto dalla compagnia di assicurazione, che sin qui si è rifiutata di risarcire i familiari.

I fatti risalgono al pomeriggio dell’8 novembre 2015. Leonard Muca, di origini albanesi ma residente da anni con la famiglia a Treviso, ex studente dell’istituto Turazza, è seduto sul sedile posteriore di una Ford C Max condotta da Rigert Ismailaj, mentre sul sedile anteriore destro si trova G. M., pure lui albanese di Montebelluna. La vettura percorre via don Minzoni a Contea di Montebelluna in direzione Caerano San Marco-Montebelluna. Superata una semi curva e percorso un tratto in rettilineo, il conducente effettua un sorpasso azzardato e perde il controllo dell’auto, che si gira su se stessa finendo con la fiancata sinistra centro-posteriore contro un grosso albero al margine della strada. L’urto è tremendo e si concentra sulla porta posteriore, non lasciando scampo a Leonard: trasportato all’ospedale in condizioni disperate, morirà dopo quattro giorni di agonia, il 12 novembre 2015, per trauma cranico-encefalico ed emorragia cerebrale.

I familiari, assistiti dallo Studio 3A, avevano presentato subito richiesta di risarcimento alla compagnia di assicurazione della vettura, che però aveva risposto picche, invocando un aspetto particolare della dinamica del sinistro. Secondo la ricostruzione operata dal consulente tecnico della Procura sulla perdita di controllo dell'auto e sulla sua rapida rototraslazione potrebbe aver influito anche l'intervento sul freno a mano azionato dal passeggero dell’auto. Un gesto che però non è chiaro quando sia stato messo in atto (l'autore sostiene di averlo effettuato ad auto già ferma), ma che comunque, anche se avvenuto durante il sorpasso, è «istintivo, in conseguenza del pericolo imminente percepito», come riconosce il magistrato. Tutti infatti, perito compreso, hanno concordato che le responsabilità dell'accaduto fossero da ascrivere essenzialmente al sorpasso azzardato compiuto dal guidatore e dal suo repentino rientro nella sua carreggiata per evitare un veicolo che giungeva in senso opposto: Ismailaj nell'effettuare la manovra ha inanellato parecchie infrazioni. Nella richiesta di rinvio a giudizio si parla di «negligenza, imprudenza, imperizia e violazione delle norme disciplinanti la circolazione stradale, consistite, in particolare, nel tenere la velocità di 80 km/h, superiore al limite imposto in quel tratto, e, comunque, inadeguata alle condizioni della strada, nell'effettuare il sorpasso di un veicolo che lo precedeva in un tratto di strada caratterizzato da linea continua di mezzeria e senza accertarsi che la strada fosse libera per uno spazio tale da consentire l'esecuzione della manovra in condizioni di sicurezza».

Ma di fronte a un possibile concorso di responsabilità con l'azionamento del freno a mano nella perdita di controllo della vettura, il pm ha ritenuto di chiedere il rinvio a giudizio anche per l'altro passeggero, e nell'udienza di ieri il dott. Mascolo ha accolto la richiesta, stralciandone la posizione. Ed è su questo che la compagnia di assicurazione fa leva. Ma i parenti di Leonard ora hanno citato in causa la compagnia davanti al tribunale civile, chiedendo un risarcimento per i danni patrimoniali e non patrimoniali patiti, in primis il danno morale da perdita del rapporto parentale.

Giorgio Barbieri

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