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Il “Bacio” per San Valentino: ecco le prime opere di Rodin arrivate a Treviso

Treviso. Le sculture giunte da Parigi e collocate a Santa Caterina, oggi i lavori continuano.  Le operazioni delicate coordinate da Goldin. Manildo: «Sono bellissime»

Il ?Bacio? per San Valentino: ecco le prime opere di Rodin arrivate a Treviso Treviso. Le sculture giunte da Parigi e collocate a Santa Caterina, oggi i lavori continuano. Le operazioni delicate coordinate da Goldin. Manildo: «Sono bellissime». L'ARTICOLO

TREVISO.Il «Bacio»? È arrivato a Santa Caterina nel giorno giusto, quello di San Valentino. E lo si vedrà, sotto una luce zenitale, nella sala ipogea Barbisan.

Più facile scaricare quell’opera che il monumentale Victor Hugo, una tonnellata e mezzo. Entrato nel complesso di Santa Caterina, lo “scrittore” è stato preso in consegna dall’argano, per planare nel chiostro grande, dove peraltro la piastra d’acciaio studiata per non gravare sulla delicatissima sottostante sala Barbisan era scentrata rispetto all’asse centrale del chiostro. Sarà rimessa a posto.L’unico inciampo – ma succede nella migliori famiglie – nella giornata dello sbarco dei capolavori di Rodin al museo di Santa Caterina, a bordo di due camion giunti da Milano dove hanno preso in consegna la opere partite da Parigi sotto le neve (con pulitura e lucidatura supplementare) con i mezzi della Lp, presi in consegna da Arterìa. Oggi si replica, con gli altri due camion, sempre sotto la scorta dei servizi di vigilanza di Sicuritalia.



Operazioni delicatissime, ma collaudate. Con Marco Goldin, curatore delle mostra che si inaugura il prossimo 23 febbraio a seguire ogni passo c’è l’occhio vigile di Dyane Tytgat, coordinatrice del settore conservazione e restauro del museo Rodin di Parigi: riprende e filma lo scarico dei capolavori. E arriva anche il sindaco Manildo, che già guarda al verdetto di venerdì sulla capitale della cultura 2020: «Intanto siamo la capitale della scultura, speriamo sia il viatico per venerdì: sono opere straordinarie, la mia preferita è la “ Cattedrale”» . Goldin smista le opere nelle diverse sale, dove la basi sono state studiate con un ampliamento di perimetro di 50 centimetri per lato, per tutelare i capolavori e tenere a distanza i visitatori.

E ha svelato anche le speciali coreografie studiate. Intanto i due “dialoghi” speciali fra il Pensatore e la tela di Munch che ritrae l’opera, nell’ultima sala, con le due sculture, quella reale e quella dipinta a fronteggiarsi. E l’altra nella sala mediana dell’ala Foffano, con la tela di Monet che arricchirà il corridoio con i singoli borghesi di Calais del monumento. Il quale, a sua volta, si vedrà nel primo bozzetto realizzato da Rodin, e riprodotto a grandezza naturale com’è nel giardino del museo Rodin a Parigi, sul fondale.



Gioco di richiami ed effetto speciale che si ripeterà anche nella terza sala: la celebre foto del Balzac di Steichen è stata duplicata da Goldin, e costituirà il fondale di 8 metri, su cui, in un dialogo cromatico di neri e di bianchi, i visitatori ammireranno il Balzac di quasi 2 metri. E in quell’ultima sala Goldin, oltre a “Bacio”, “Pensatore” e “Balzac”, collocherà i classicheggianti torsi e la “Cibele”. Nell’ala Foffano, prima la “Meditazione”, l’”Uomo che cammina”, il “Fugit Amor” e “Je suis Belle”, l’Adamo ed Eva. La prima opera in esposizione, all’entrata: il busto di Rodin dell’amatissima allieva Camille Claudel. E due foto di Rodin, a lato, creeranno il primo rimando multimediale.
 

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