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Trevignano.  Un ecografo per ogni medico, in tre università si applicherà il metodo Fedato

Il dottore di Trevignano convince ministri e rettori: si insegnerà ecografia in tre atenei d’Italia (Bari, Roma e Milano)

TREVIGNANO. Un primo, fondamentale, risultato concreto per il «progetto eco» ideato dal dottor Angelo Fedato. Quanto prima l’insegnamento dell’ecografia dovrebbe diventare materia curricolare, ancorché in forma sperimentale, per il corso di laurea in medicina in tre università italiane: Bari per il Sud, Roma Tor Vergata per il Centro, Milano Bicocca per il Nord. Questo è quanto concordato mercoledì scorso a Roma, presso la sede della conferenza dei rettori delle università italiane (CRUI), in un incontro tra lo stesso dottor Fedato, la senatrice Laura Puppato e il prof. Cesare Novelli, rettore dell’università romana di Tor Vergata. Ad organizzare l'incontro il prof. Marco Mancini, stretto collaboratore della ministra dell’istruzione e dell’università Valeria Fedeli.

Un ecografo per ogni medico: la battaglia del dottor Fedato di Trevignano TREVISO. Un macigno nello stagno cheto della sanità italiana. Questo è stato il progetto del dottor Angelo Fedato, lanciato giovedì attraverso il nostro giornale ma già presentato ai ministeri della salute e dell'istruzione, di introdurre l'insegnamento dell'ecografia per tutti gli studenti di medicina, sin dal primo anno di università. A Trevignano la proposta del dottor Fedato, illustrata all’università popolare, è stata sottoscritta da molti cittadini, in testa il sindaco Ruggero Feltrin e il parroco don Silvio Caterino. LEGGI L'ARTICOLO
  

Sono due anni che il dottor Fedato cerca di convincere i responsabili dei ministeri della salute e dell’istruzione e università della bontà del progetto, che in estrema sintesi è questo: l’ecografia deve diventare materia curricolare per tutti gli studenti di medicina sin dal primo anno di università, per creare una nuova classe medica, in particolar modo i medici di base, in grado di svolgere personalmente indagini approfondite sui propri pazienti, con conseguenti risparmi di tempo e di denaro pubblico, ma soprattutto con un vero e proprio salto di qualità della medicina italiana.

La prima volta che ha presentato il progetto, nell’estate del 2016, il dottor Fedato ha ottenuto un sostegno convinto da parte dei direttori del ministero della salute, ma poi è stato bloccato dal presidente del consiglio universitario nazionale, che ha competenza sui programmi universitari, per l'impossibilità di introdurre modifiche aggiuntive, per quanto positive, all' attuale piano di studi per la facoltà di medicina. Sembrava uno scoglio insormontabile.

«Invece – spiega il dottor Fedato – l’estate scorsa la ministra Fedeli ha accolto positivamente il progetto ed ha incaricato il prof. Mancini di seguirne personalmente l’iter. Il professore, come aveva promesso in quella sede, mi ha fatto incontrare con il prof. Cesare Novelli, che si è subito dimostrato molto interessato al progetto e ben deciso a superare gli ostacoli burocratici».

Cosa è stato deciso?

«Il prof. Novelli presenterà ora il progetto alla conferenza dei rettori, con la proposta di avviare la sperimentazione, con garanzia di finanziamento triennale, nelle tre università indicate. Un progetto pilota in grado di fare da apripista per una futura estensione dell’insegnamento dell’ecografia in tutte le università italiane».

In quali campi la tecnica ecografica può veramente migliorare il livello della nostra sanità, oltre a diminuire i tempi di attesa e i costi pubblici?

«In moltissimi campi. Nelle genetica, ad esempio, essa consente di individuare tempestivamente le malformazioni del feto. Ma voglio fare un altro esempio, che può interessare molti pazienti: studi scientifici hanno evidenziato che, se la gestione delle infiltrazioni viene fatta tramite puntura ecoguidata, vi è una marcata riduzione del dolore procedurale (meno 43%), un miglioramento nella localizzazione delle raccolte (del 200%) e del volume di fluido aspirato (più 337%). Mi sembrano risultati straordinari».

Ritorniamo al suo progetto ecografia. Com’è la situazione negli altri Paesi europei?

«Progetti simili a quello che ho presentato sono allo studio anche altrove, ma, se esso andrà in porto, l’Italia sarà la prima ad introdurre lo studio dell’ecografia all’università. Un primato di cui, come Paese, credo che dovremmo essere orgogliosi».


 

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