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Sorpresa: a Treviso i provvedimenti antismog funzionano

Treviso. I dati dell’Arpav: negli ultimi 13 anni meno sforamenti della soglia di pm10. L’esperto: «Merito di migliori stili di vita, riscaldamenti moderni e auto pulite»

TREVISO. Sorpresa: la morsa dello smog - dimentichiamo per un attimo la recentissima notte avvelenata dei panevin - sta calando a Treviso, e più in generale nella Marca.

Lo dice l’analisi dell’andamento dei livelli di smog dal 2004 a oggi, alla centralina Arpav di via Lancieri di Novara, appena fuori dal Put. Calano sensibilmente gli sforamenti, annuali, rispetto ai primi anni Duemila.

Negli ultimi 10 anni, solo nel 2001 si è superato il muro dei 100 sforamenti annui, che invece era stata costantemente superato dal 2004 al 2007 (rispettivamente 102 sforamenti, 119, 109 e 104). Certo, siamo sempre in cima alla graduatoria della città più inquinate d’Italia (Treviso era al non posto assoluto lo scorso anno). E rimane sempre il fatto che non dovrebbero essere più di 35, gli sforamenti in un anno, secondo le direttive della Ue. Insomma, Treviso resta fuorilegge ma nel corso degli ultimi 10 anni, pure non favorevoli per condizioni climatiche, scesa di un 20-30% a seconda degli anni rispetto alla fase peggiore. Dice tutto l’andamento dal 2010 a oggi: 83, poi 102 (2011), 88 (2012), 70 (2013), 58 (2014, l’anno migliore), 87 (2015), 68 (2016) e 83 (2017, anno con poca pioggia che resta con il vento il miglior alleato della natura contro lo smog)



E migliora, nel tempo, anche la media giornaliera annua: 36,5 microgrammi(metro cubo nel 2017, che è al di sotto della soglia di 40 raccomandata dall’Unione Europa ma è molto peggiore di città come Napoli (27,5), Roma (28,8) e di Milano (36,3), migliore solo di Caserta che è a quota 40. Ma anche in questo caso. La lettura diacronica dal 2004 dice che la curva sta progressivamente scendendo: sempre fuorilegge dal 2004 al 2008, i valori sono scesi già fra 2009 e 2010 (35), per tornare oltre il limite nel 2013 (43) ma ridiscendere nel 2012 (37) e 2013 (34 e 2014 (30), per registrare un nuovo picco nel 2015 (41) ma scendere poi a 38 nel 2016.

A cosa si deve questa tendenza? Lo abbiamo chiesto a Salvatore Patti, dell’Arpav, uno dei massimi esperti di aria dell’Agenzia regionale per l’ambiente: «Il fatto che abbiate preso in considerazione un arco di tempo così ampi consente di definire tendenze più oggettive, rispetto a valutazioni di breve periodo o di congiunture ridotte», precisa Patti, «in effetti questo è il trend che registriamo non solo in Veneto, ma in tutto il Nord Italia: l’inquinamento non sparisce, ma in termini assoluti si è ridotto».

Quali le cause?

«Si è ridotta l’emissione, e dunque stiamo registrando l’effetto delle politiche attivate negli ultimi anni sulla sostituzione delle auto, nel passaggio da Euro 0 a euro 5 e 6, sull’ammodernamento delle caldaie, e della maggior attenzione agli scarichi industriali. Ma anche di una maggior sensibilità dei cittadini, che hanno ridotto l’uso dell’auto a favore di bici o del camminare»

Gli incentivi funzionano?

«Sì, è vanno chiaramente... incentivati compatibilmente con le risorse a disposizione. A livello regionale gli ultimi anni hanno visto erogazioni di fondi a diversi livelli, e a scendere anche a livello di province e di Comuni. Sono tutte azioni che devono continuare con forza, ora che si è visto che nel tempo hanno effetti certamente positivi»

Quando si dice che tutto aiuta, vanno considerate anche le auto circolanti a gpl e metano, e oggi anche ibride, rispetto ai primi anni Duemila, E i miglioramenti sono stati ottenuti ii anni pure secchi e poco ventosi, dunque poco favorevoli al dilavamento o alla dispersione delle micidiali polveri Pm 10 (più nocive ancora sono le Pm 2,5, che penetrano nei tessuti del corpo umano).

E le domeniche ecologiche, i divieti alle no kat?

«Ci sono provvedimenti più strutturali e altri più estemporanei, ma anche una goccia, in questo caso, può servire», risponde Patti, «le domeniche senz’auto hanno anche una grande funzione di sensibilizzazione. E infatti oggi i cittadini sono molto più coscienti di un tempo sulle tematiche dell’inquinamento».

 

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