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Ortopedia e cardiologia: all'ospedale di Montebelluna due anni senza i primari

Montebelluna. Tempi lunghissimi per i concorsi, e intanto le guide dei reparti restano vacanti Pd all’attacco: sono logiche politiche che vanno a scapito del servizio agli utenti

MONTEBELLUNA. Pazienza la burocrazia farraginosa, ma due anni e mezzo per fare il concorso per il primario di ortopedia e due anni e tre mesi per quello di cardiologia sembrano un po’ troppi. Solo tre mesi potrebbero invece essere sufficienti per quello di ginecologia-ostetricia, ma lì c’è la pecca della vasca per il parto in acqua, fuori uso da un anno. Sarebbe costato meno sostituirla per tempo anziché pagare la fattura alle altre Usl dove sono andate nel frattempo una trentina di donne che volevano partorire in acqua. I reparti hanno ovviamente continuato a funzionare con facenti funzioni, ma oltre due anni per avere un primario a coprire un posto vacante sono effettivamente un po’ troppi.

Solo la burocrazia è da ritenersi responsabile per i tempi così lunghi? O sotto sotto c’è anche dell’altro? «L’amministrazione non è stata molto sollecita e interessi di tipo politico non hanno fatto bene all’ospedale dei Montebelluna – chiosa Silvio Tessari, Pd – Per prendere voti ovunque non sono stati fatti gli interessi dei cittadini da cui sono stati eletti».

Un caso non raro quello dei primariati vacanti all’ospedale di Montebelluna. «Per il primario di cardiologia di Conegliano hanno impiegato due anni – fa notare l’ultimo primario di cardiologia che ha avuto l’ospedale di Montebelluna, Gianfilippo Neri, andato in pensione a ottobre 2015 e non ancora sostituito – per il primario di Cittadella addirittura quattro anni. Ma sui tempi che si sono allungati penso che abbia influito anche la fusione delle tre Usl trevigiane in una unica».

Ma l’impressione è che non siano solo i tempi della burocrazia a rendere eccessivi quelli di sostituzione dei primari andati in pensione, ma ci sia anche un progetto non ancora ben definito di riduzione dei primariati e un “risiko” sui posti da occupare. Per intenderci Francesco Benazzi, direttore generale dell’Usl 2, a un incontro con gli Amici del Cuore ha affermato che si andrà verso un dimezzamento dei 71 primariati degli ospedali trevigiani. E qui entra in gioco il risiko per cardiologia: se Cernetti, primario a Castelfranco, andrà a occupare il primariato al Ca’ Foncello, saranno due i posti di primario di cardiologia liberi tra Castelfranco e Montebelluna e a quel punto, anche se le schede ospedaliere della Regione ne prevedono due, potrebbe scattare il servizio unico.

«Bisogna intendere se un primario ha funzioni professionali o deve occuparsi solo degli aspetti organizzativi – riflette Neri – se deve pensare a dirigere reparti ubicati in luoghi tra loro distanti tramonta l’idea del paziente di voler essere visitato dal primario perché è quello che gode di maggiore fiducia, perché il primario avrà essenzialmente funzioni organizzative. Però non è che eliminando dei primariati si

risparmi granché, dal momento che il numero di medici non cambia. Si fanno risparmi significativi solo se si svuota un reparto, come è stato fatto con neurologia». E come le schede ospedaliere dicevano che doveva essere fatto per ostetricia ma non è avvenuto.


 

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