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Mini inceneritore, Sernaglia divisa

L’ipotesi di un impianto di soli 10 metri dibattuta nell’incontro di Legambiente

SERNAGLIA. Il problema dello smaltimento dei sarmenti e dei tralci di vite è un tema molto dibattuto dalle amministrazioni locali. Una difficoltà a cui il comune di Sernaglia sta valutando di porre rimedio mediante l’acquisto di un impianto a biomassa di ultima generazione e di dimensioni compatte. Di questo si è dibattuto martedì all’evento organizzato dal presidente di Legambiente di Sernaglia Marcello De Noni, presso il centro di educazione ambientale di Falzè di Piave. L’amministrazione comunale, rappresentata dall’assessore all’ambiente Angela Marsura e dal consigliere Ing. Andrea Signorotto, è stata invitata a render conto delle attività svolte sino ad ora in riferimento al Paes (Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile) e ad esporre le ricerche effettuate per ovviare al problema dei sarmenti, che li ha portati a considerare l’installazione di un impianto a biomassa. I relatori comunali hanno evidenziato che la "grana dei tralci di vite" è reale e che in quanto tale necessita di porvi rimedio il prima possibile, non escludendo a priori l’installazione di un mini-impianto di smaltimento a pirogassificazione. Questa soluzione, delle dimensioni di circa 10,5 m di lunghezza per 3 di larghezza, potrebbe essere autostenibile con i soli tralci prodotti sul territorio di Sernaglia, a costo di un minimo impatto ambientale. «La soluzione va considerata – sono le parole dell’Ing. Andrea Signorotto – bisogna essere razionali e non scartare alcuna scelta a priori». Dello stesso avviso il primo cittadino Sonia Fregolent che dichiara: «Saremmo i primi a scartare l’ipotesi di un impianto delle dimensioni come quelli di Gaiarine o Paese – puntualizza il Sindaco – ma dobbiamo renderci conto che abbiamo bisogno di una soluzione reale ad un problema reale. Comunque, al momento, non scartiamo alcuna alternativa». Parere assolutamente contrario da parte di Renzo Rizzon, del “Comitato contro il pirogassificatore di Gaiarine”, che dichiara «Qualsiasi termovalorizzatore, perché di questo stiamo parlando, bruciando immette nell’aria nanoparticelle tossiche, pericolose per l'uomo. La pianura padana è una delle zone più inquinate al mondo per qualità dell'aria.
Non è quindi questa la soluzione. Si valuti il compostaggio e la creazione di un biodistretto». Un tema scottante che va ad animare un territorio già sul "chi va là" dopo l'annuncio, da parte della Latteria di Soligo, di voler installare un nuovo impianto.

Riccardo Mazzero

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