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Sesso davanti al bambino, a processo una coppia di Treviso

Treviso. Il bambino lo racconta al padre che presenta denuncia: nei guai la madre e il suo nuovo compagno

TREVISO. Sono accusati di aver fatto sesso davanti ad un bambino di appena 11 anni. Si tratta della madre del piccolo e del suo compagno che, difesi dall’avvocato Michela Nasato, sono a processo per rispondere dell’accusa di atti sessuali di fronte ad un minore. A denunciare la vicenda alle forze dell’ordine è stato il padre del bambino che aveva anche registrato sul cellulare quanto gli veniva raccontato. Da qui sono scattate le indagini che hanno portato al processo. L’undicenne era stato anche sentito in sede di incidente probatorio, durante il quale aveva confermato la sua versione dei fatti.

I fatti contestati dalla Procura alla coppia risalgono all’agosto e al settembre del 2014 in un Comune dell’hinterland. Si tratterebbe di due episodi che sarebbero invece venuti alla luce durante il periodo di vacanze che l’undicenne aveva trascorso a casa del padre il Natale successivo. In una occasione, rientrando a casa, avrebbe raccontato ciò cui aveva assistito. Il padre, a quel punto, decide di prendere il telefono e di registrare le parole del piccolo.

A quel punto scatta anche la denuncia che finisce sul tavolo della Procura. Il bambino viene anche sentito in sede di incidente probatorio durante il quale conferma quanto già detto al padre: la mamma e il compagno avrebbero fatto sesso davanti a lui. Ora la coppia è a processo e afferma di essere vittima di un clamoroso errore. Entrambi sono infatti convinti di riuscire a dimostrare la reale portata dei fatti.

Fare sesso in presenza di soggetti che non hanno ancora raggiunto la maggiore età può, in alcuni casi, anche integrare gli estremi del reato di “corruzione di minorenne”.

Il termine corruzione, in tale accezione, non ha evidentemente alcuna attinenza con l’offerta di denaro rivolta ad un pubblico ufficiale, ma esprime piuttosto quella condotta ritenuta in grado di compromettere

il sereno sviluppo psichico del minore e la sua capacità di autodeterminarsi in ambito sessuale. Il reato è punito a condizione che l’atto sessuale venga compiuto, dal singolo o dalla coppia, in presenza di un soggetto non ancora quattordicenne ed al deliberato scopo di farlo assistere.

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