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L'incendio a Riese: Milldue rasa al suolo, ma l’aria è ok

Riese Pio X. L’Arpav rassicura: parametri nella norma. I titolari pronti a ripartire: un capannone in affitto per riprendere la produzione

RIESE. «Non molleremo, questo è certo»: all’indomani del disastroso incendio che ha distrutto la parte produttiva della Milldue, azienda leader nel settore dell’arredo bagno, la famiglia Brescacin ha già deciso di ricominciare. «Innanzitutto», spiega Giorgio Brescacin che con il fratello Stefano guida l’impresa fondata dal padre Mario, «dobbiamo verificare la parte direzionale, che si è salvata dal fuoco sia agibile, e con essa anche l’ambiente informatico che custodisce tutti i dati necessari per il nostro lavoro. Poi stiamo valutando di prendere un’area in affitto per riprendere quanto prima la produzione. Ma andremo avanti, senza dubbio».

Riese, le lacrime del titolare della Milldue di Riese, devastata da un incendio RIESE PIO X. Mentre guardano il fuoco distruggere la loro azienda, Giorgio Brescacin e il padre Mario continuano a ricevere sul telefonino i messaggi di allarme «manomissione radar zona produzione» e «anomalia fotovoltaico». Un suono quasi beffardo, davanti al rogo della loro fabbrica. «Ero con un cliente allo show room – racconta Mario, 76 anni, il fondatore di questa realtà dell'arredo bagno conosciuta in tutto il mondo, 8 milioni di fatturato nel 2017 – quando è partito il primo allarme.


L’azienda riparte. Il giorno dopo il rogo dello stabilimento, i vertici aziendali sono impegnati nel capire come affrontare una tragedia che in pochi minuti ha visto sparire, praticamente rasa al suolo, una realtà conosciuta in tutto il mondo. C’è da pensare ai 48 dipendenti rimasti senza lavoro, per i quali si sta studiando la cassa integrazione, per un periodo che ora non è ancora valutabile. A tal fine, sia da parte sindacale, che da quella aziendale sono già in corso i contatti con Unindustria.

L'incendio alla Milldue di Riese: ecco cosa resta dopo il rogo, danni per milioni RIESE. Cinquemila metri quadrati completamente cancellati in poco meno di un'ora: un incendio di grandi dimensioni ha distrutto la parte produttiva della Milldue, una delle eccellenze mondiali nel settore dell'arredo-bagno. Milioni di euro di danni, la struttura è collassata. Le fiamme sono divampate alle 12.40 di ieri nello stabilimento di via Balegante, nella zona industriale di Riese Pio X. Sul posto, nel timore che vi fossero persone ferite o intossicate, sono arrivate due ambulanze e l’elicottero del Suem 118 giunto da Treviso. Ma il rogo si è sviluppato durante la pausa pranzo, quando in fabbrica non era rimasto quasi più nessuno. L'ARTICOLO


Incendio domato. Ieri intanto è arrivato a conclusione il lungo lavoro dei vigili del fuoco, durato ininterrottamente per oltre ventiquattro ore per circoscrivere l’incendio e spegnere gli ultimi focolai sotto le macerie del tetto. Dopo l’immediata emergenza, da lunedì pomeriggio è stata incessante l’azione delle squadre arrivate da Castelfranco, Treviso e Montebelluna. Ora proseguirà l’opera di rimozione del materiale bruciato. La magistratura ha posto sotto sequestro l’area per permettere le indagini che dovranno chiarire perché sono scaturite le fiamme e perché si sono diffuse così rapidamente colpendo soprattutto la copertura che ospitava gli impianti fotovoltaici che alimentavano l’azienda, come testimoniano le immagini riprese dall’alto. Tra l’altro in una giornata in cui la produzione era ferma, visto che alla Milldue si stava procedendo all’inventario. Quando è divampato l’incendio, alle 12.40 di martedì, in azienda ci fossero solo otto persone, tra cui Mario e Giorgio Brescacin, nello stabile direzionale che è stato risparmiato. Gli altri operai erano usciti a mezzogiorno per la pausa pranzo. Sono tornati indietro un’ora dopo, quando si era ormai diffuso l’allarme, con una colonna di fumo che si stagliava altissima nel cielo, visibile anche a chilometri di distanza.

L’Arpav rassicura. Allarme che non ha riguardato solo l’incendio ma anche il possibile rischio di dispersione nell’ambiente di sostanze nocive per la salute. Subito sono stati diramati attraverso vari canali gli alert che consigliavano di tenere chiuse porte e finestre e di non circolare nella zona per non ostacolare le operazioni di spegnimento. L’allarme da parte del Comune di Riese è rientrato ieri pomeriggio dopo che sono stati resi noti i dati raccolti dall’Arpav: «I risultati non rilevano dati preoccupanti di inquinamento», recita il comunicato diffuso dal comune, «sono state effettuate ulteriori analisi per escludere definitivamente ogni rischio. La zona adiacente all’incendio è riaperta al traffico, ma chiediamo di evitare di circolare se non necessario, per non ostacolare i mezzi dei vigili del fuoco al lavoro».
 

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