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San Teonisto, i teleri sono tornati a Treviso

Treviso. Fondazione Benetton ha completato il recupero dell’ex chiesa con la ricollocazione delle opere. E' andata in scena oggi, sabato 13 gennaio, la grande cerimonia pubblica nella ex chiesa di San Teonisto, in via San Nicolò 31, per il ritorno dei suoi “teleri”, ossia la ricollocazione delle opere pittoriche nell’edificio per il quale erano nate

La meraviglia dei teleri tornati nella chiesa di San Teonisto a Treviso TREVISO. E' andata in scena oggi, sabato 13 gennaio, la grande cerimonia pubblica nella ex chiesa di San Teonisto, in via San Nicolò 31, per il ritorno dei suoi “teleri”, ossia la ricollocazione delle opere pittoriche nell’edificio per il quale erano nate. Edificio rimasto per anni chiuso, fino a che Luciano Benetton non ha deciso di acquistarlo dalla Curio e ristrutturarlo per farne un nuovo polo culturale della sua Fondazione Benetton, capace di contenere mostre, concerti e incontri. Erano presenti all’evento lo stesso Luciano Benetton, presidente della Fondazione Benetton, il sindaco Giovanni Manildo ed Emilio Lippi, direttore dei Musei civici di Treviso.Dopo anni di lavori, San Teonisto è stata inaugurata lo scorso ottobre, brilla in particolare il meccanismo, manuale, che fa emergere dal pavimento le sedie per trasformare la navata in auditorium. L'ARTICOLO

TREVISO. E' andata in scena oggi, sabato 13 gennaio, la grande cerimonia pubblica nella ex chiesa di San Teonisto, in via San Nicolò 31, per il ritorno dei suoi “teleri”, ossia la ricollocazione delle opere pittoriche nell’edificio per il quale erano nate. Edificio rimasto per anni chiuso, fino a che Luciano Benetton non ha deciso di acquistarlo dalla Curia e ristrutturarlo per farne un nuovo polo culturale della sua Fondazione Benetton, capace di contenere mostre, concerti e incontri. Erano presenti all’evento lo stesso Luciano Benetton, presidente della Fondazione Benetton, il sindaco Giovanni Manildo ed Emilio Lippi, direttore dei Musei civici di Treviso.

Dopo anni di lavori, San Teonisto è stata inaugurata lo scorso ottobre, brilla in particolare il meccanismo, manuale, che fa emergere dal pavimento le sedie per trasformare la navata in auditorium. Mancava però ancora una cosa: dal Settecento fino ai primi del Novecento, le pareti laterali, del presbiterio e dietro l’altare erano appunti abbellite da tele di scuola veronese del Seicento. Ma dopo il bombardamento della seconda guerra mondiale, i teleri vennero trasferiti nei depositi dei musei civici, poi esposti ma solo in parte a Santa Caterina, quindi rimessi in deposito per permettere i lavori di restauro a Santa Caterina.

Ma non appena completato il recupero di San Teonisto, Luciano Benetton e amministrazione Manildo hanno siglato un accordo per il ritorno dei teleri nel posto a loro originariamente destinato. Le opere che sabato rientreranno a San Teonisto sono 19, non tutte quelle che un tempo arricchivano la navata, poiché alcune sono state rubate durante la guerra, altre concesse ad altri enti (Montecitorio in primis) sempre nel dopoguerra.

L’operazione ha avuto il via libera della Soprintendenza, che ha seguito anche gli ultimi lavori di restauro dei teleri, pagati sempre da Luciano Benetton. E sempre la Fondazione si farà carico sia dei costi del trasloco che delle operazioni di allestimento dell’ex chiesa, ma anche della custodia delle opere, compresi i più onerosi costi di assicurazione delle opere: circa 4 milioni di euro.

La concessione attraverso la quale il Comune consegnerà le 19 opere in mano a Benetton ha valore trentennale. Al termine potrà essere rinnovata.
 

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