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Treviso. Il cardiochirurgo è in sala operatoria, derubato del bancomat

Treviso. A processo un operatore sociosanitario: aveva atteso che il medico eseguisse l’intervento per sottrargli il bancomat. Nuovi guai per Massimiliano Tessari, quarantaquattrenne operatore sociosanitario del Ca’ Foncello 

TREVISO. Aspettava che il cardiochirurgo entrasse in sala operatoria per sottrargli il portafogli, Nuovi guai per Massimiliano Tessari, quarantaquattrenne operatore sociosanitario del Ca’ Foncello che era già finito a processo con le accuse di peculato e spaccio di sostanze stupefacenti. È iniziato infatti ieri, in tribunale a Treviso, il processo che lo vede imputato per furto all’interno dell’ospedale trevigiano.

Era l’ottobre del 2015 quando il medico, dopo essere entrato nella sostanza dove normalmente lascia i suoi effetti personali, era stato chiamato per un intervento chirurgico d’urgenza. Come da prassi lascia nell’armadietto tutti i suoi effetti, spegne il cellulare e corre in sala operatoria per eseguire il delicato intervento, durante il qual qualcuno gli sottrae il portafogli dall’armadietto.

Terminata l’operazione, dopo aver acceso nuovamente il cellulare, scopre l’accaduto. Gli arrivano infatti una serie di sms in cui viene avvisato che qualcuno ha inutilmente tentato di utilizzare il suo bancomat. Immediatamente scatta la denuncia alla polizia che acquisisce le immagine delle telecamere poste a ridosso degli sportelli. Ma quello che si vede non è sufficiente per individuare il responsabile, In breve tempo, dopo qualche verifica, i poliziotti arrivano a Massimiliano Tessari, in passato già condannato con rito abbreviato a tre anni di reclusione. In quella occasione era accusato di aver rubato diversi farmaci nel reparto di malattie infettive dell'ospedale Ca’ Foncello di Treviso dove prestava servizio e di aver ceduto cocaina ad un paziente in almeno cinque occasioni.

Era stato poi arrestato dalla Squadra Mobile di Treviso nell'aprile del 2015 dopo la denuncia della direzione del nosocomio trevigiano che aveva notato gli ammanchi di medicinali. Nel suo reparto infatti i farmaci antidepressivi, stimolanti, eccitanti sembrava si consumassero ad un ritmo ben più alto di altri settori del Ca’ Foncello. I magazzini si svuotavano più rapidamente anche di attrezzature e piccoli sistemi sanitari elettronici. Una situazione che aveva indotto la direzione sanitaria a contattare la questura facendo partire così l'operazione che aveva fatto scattare le manette ai polsi di Tessari, già noto alle forze dell'ordine per precedenti legati proprio al furto di materiale sanitario dal luogo di lavoro.

Ma l'operazione, oltre ad aver individuato il responsabile delle sparizioni di farmaci, aveva svelato elementi di una storia ancor più grave. Perché Tessari, secondo quanto ricostruito dagli agenti della squadra mobile di Treviso, oltre a rubare ed abusare di farmaci, aveva il vizio della cocaina. Vizio che pagava sfruttando la debolezza di un trentenne trevigiano in cura proprio perché ex tossicodipendente.

A lui aveva regalato una dose di cocaina facendolo ricadere nel tunnel, un crollo che lui aveva sfruttato inducendo il giovane a comprare dosi di cocaina al doppio del prezzo di mercato finanziando così quelle che lui avrebbe consumato.



 

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