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Boom dei musei, Cima Grappa record

Sacrario ed esposizione sulla Grande Guerra guidano la classifica, nella Marca quasi mezzo milione di visitatori l’anno

CRESPANO. È un luogo del cuore, della memoria, delle emozioni. Ed è in lassù in alto, non solo fisicamente: il sacrario di Cima Grappa guida la classifica dei siti più visitati in provincia di Treviso.

Con 315 musei, il Veneto è la settima regione in Italia per numero di istituti museali. Ma sale al quinto posto per numero di visitatori (quasi nove milioni nel 2015, di cui sette milioni paganti), alle spalle di Lazio, Toscana, Campania e Lombardia. A fare la parte del leone per numero di accessi, in ciascuna provincia veneta, sono il palazzo Ducale e il Museo di San Marco a Venezia, l’Arena e la casa di Giulietta a Verona, i Musei civici con la Cappella di Giotto e il palazzo della Ragione a Padova, il teatro Olimpico a Vicenza, il museo della grande guerra in Marmolada, nel Bellunese, e l’Accademia dei Concordi a Rovigo. E, appunto, il Sacrario di Cima Grappa nel Trevigiano. Sacrario e museo a ingresso gratuito costituiscono una simbiosi perfetta del ricordo e della commemorazione dei caduti durante la Grande Guerra. Originariamente il museo era allestito all’interno del Sacrario stesso. Nel 1989 è stato trasferito negli ambienti dell’ex Caserma “Milano”, costruita durante la guerra. Oltre alle due sale espositive, il museo dispone di una sala per la proiezione di documentari. Accanto al museo si trova l’entrata della galleria “Vittorio Emanuele” costruita nel 1917 come opera di fortificazione. Alla sommità del massiccio del Grappa sorge il Sacrario. Il museo, a due piani, ospita documenti, foto, armi e cimeli della Prima Guerra mondiale raccolti sulle zone di battaglia del Grappa e dell’Altipiano di Asiago. In tempi di social, basta dare un’occhiata alle recensioni su Tripadvisor per capire il gradimento del Sacrario: 185 recensioni, l’86% delle quali assegnano il massimo dei voti, 5/5, eccellente. «Emozionante», «maestoso», «solenne», «bellissimo» sono tra gli aggettivi più utilizzati in questo diario digitale delle emozioni. Un numero preciso di visitatori non c’è, trattandosi di un’area vasta e aperta: le stime ufficiali sono abbondantemente sopra le centomila presenze l’anno, alcune ufficiose ipotizzano addirittura 900 mila passaggi.

Sono complessivamente 432.674, secondo il report diramato dalla Regione Veneto nei giorni scorsi, i visitatori che hanno dedicato il loro tempo a uno dei 40 istituti e musei aperti al pubblico nella Marca. Nel capoluogo l’offerta è vasta: dai civici al Bailo, dalla collezione Salce a Ca’ dei Carraresi. Ma tutto il territorio è ricco. Come non citare, per esempio, la gipsoteca canoviana a Possagno, capace di attirare circa cinquantamila amanti dell’arte l’anno. A Montebelluna spiccano le 28.500 visite (dato del 2017) al museo civico. A Conegliano il sistema che va da Palazzo Sarcinelli al Castello passando per la casa di Cima richiama oltre
123 mila visitatori, a Castelfranco la punta di diamante è Casa Giorgione. Gli interessi del pubblico veneto si ripartiscono tra arte antica (46%), complessi monumentali e aree archeologiche (23%), scienze e musei specializzati (24%) e arte contemporanea (7%).

Fabio Poloni

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