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Sile Caldaie, ok al salvataggio Gli uffici in vendita a 2 milioni

Accordo fatto tra Comune e società: accorpare spazi per mantenere la produzione, ma altrove Sul mercato l’edificio disegnato da Bandiera e Facchini nel 1969. Piani per cedere tutta l’area

CASIER. Potrebbe diventare la sede di una società finanziaria, la base di un gruppo industriale di qualunque genere, il quartier generale “griffato” di qualche manager. Ma potrebbe anche essere trasformata in albergo approfittando di una posizione unica e particolarissima. La palazzina uffici della Sile Caldaie di via Principale, esempio tutelato di architettura industriale datato 1969, è di fatto in vendita.

È il primo atto conseguente all’approvazione e al deposito in tribunale del piano per il salvataggio e il rilancio della storica società di Casier, un programma che ha avuto il timbro fondamentale del Comune di Casier che l’amministrazione ha battuto solo dopo aver avuto le assicurazioni occupazionali richieste alla direzione della Basitaly (società che guida oggi Sile Caldaie).

Il Comune ha garantito al Tribunale il rispetto degli accordi pubblico-privati fatti nel 2004 per la riqualificazione dell’intera aree oggi occupata dalla Sile Caldaie, dando così alla Basitaly la possibilità di mettere sul mercato subito la palazzina che oggi ospita gli uffici, il pezzo più pregiato di tutto il comparto produttivo che grazie agli accordi fatti nel 2004 può essere ripensato con varie destinazioni, anche diverse dall’attività direzionale.

Il prezzo indicativo è di due milioni di euro, cifra che potrebbe dare alla società la liquidità utile a proseguire il progetto per la riorganizzazione dell’azienda senza tagli al personale. La strada è già segnata e passa attraverso la vendita dell’intera area oggi occupata dal polo produttivo, decine di migliaia di metri quadrati sui quali c’è possibilità di edificazione “non industriale” per decine di migliaia di metri cubi di tipologia «più consona al contesto ambientale delle aree medesime» ha scritto il comune nel suo atto di approvazione del piano di rilancio della Sile Caldaie. Obiettivo, nemmeno a dirlo, è l’edilizia residenziale. «La nostra proposta è non spingere sulle cubature potenzialmente realizzabili, ma valutare la realizzazione solo della metà, circa trenta mila metri cubi di villette e case basse», in linea con lo sviluppo delle aree limitrofe. La produzione? Tutta spostata nell’area artigianale industriale di Dosson, «magari sfruttando capannoni in disuso», spiega Luigi Secco, ad di Basitaly.

Per mettere a segno il piano servono acquirenti. Secco li sta cercando e intanto, non potendo traslocare senza vendere, la Basiltaly ha proposto di sfruttare quello che già
aveva in proprietà: la storica palazzina uffici. I dipendenti, se il progetto di vendita andrà in porto, verranno riuniti tutti nei due capannoni adiacenti la costruzione di Bandiera e Facchini. A meno che non si riesca a trovare subito qualcuno disposto a comprare e riqualificare tutto.

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